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Innamorarsi di Pantelleria, tra panorami mozzafiato e degustazioni di passito

L'itinerario perfetto per scoprire la meravigliosa isola siciliana.

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Ecco l'itinerario perfetto per scoprire la meravigliosa isola siciliana in tutta la sua gustosa complessità. A tavola, certo, ma non solo.

Durata: 2 giorni indimenticabili

Itinerario: tour tra le bellezze e le cantine dell'isola, per circa 51 chilometri

Equipaggiamento: tanto spazio per gustosi souvenir, occhiali da sole e crema solare

C’è il sole, c’è il mare, c’è tutto il calore della tradizione siciliana. E c’è uno tra i vini dolci più amati - e giustamente incensati - d’Italia. L’isola di Pantelleria ha davvero tutte le carte in regola per regalarci qualche giorno di puro sogno ad occhi aperti: e così decidiamo di visitarla a bordo della nostra Vespa, per lasciarci inebriare gli occhi e i polmoni dalla sua austera bellezza, fatta di scogli orgogliosi, giardini segreti e coraggiosi vitigni che spuntano dal terreno sfidando i venti del Mediterraneo a testa alta. Una volta atterrati, o approdati, sull’isola raggiungiamo il dammuso dove alloggeremo: si tratta di una costruzione tipica di questa terra, costruita in pietra e con un singolare tetto a cupola. La scelta è più che mai vasta, noi abbiamo optato per il grazioso Resort La Casa dei Fiori. Lasciamo dunque i nostri bagagli in camera, armiamoci di occhiali da sole e saltiamo in sella. Obiettivo: scoprire il fascino di questa perla a metà strada fra Sicilia e Tunisia, partendo dal suo pregiatissimo passito.

Muovendoci tra le strade dell’isola, costeggiate da una lunga fila di suggestivi muretti a secco, notiamo immediatamente la curiosa forma dei vitigni. Qui la coltivazione dell’uva può avvenire solo attraverso gli alberelli di Zibibbo, che spuntano ordinatamente a qualche metro di distanza l’uno dall’altro, tracciando sui terrazzamenti una specie di scacchiera. Questi piccoletti, con giusto qualche grappolo che spunta qua e là, sono in realtà gli unici a poter resistere ai venti talvolta fortissimi che arrivano dal mare. Fotografiamoli, ancora e ancora, per rendere omaggio alla loro tenacia. E a quella di chi se ne prende cura.

Arriviamo dunque verso Contrada Khamma, dove abbiamo concordato una visita nella cantina di Donnafugata: senza alcun dubbio uno dei marchi di vini più conosciuti dell’intera Sicilia, che a Pantelleria produce lo squisito Ben Ryé, letteralmente “il figlio del vento”. Degustiamolo (seppur con moderazione, perché dovremo presto riprendere la marcia) e lasciamoci sedurre dalle specialità locali che sicuramente accompagneranno il nostro bicchierino di passito di Zibibbo: ne conosceremo numerose, ma iniziamo con la tumma, un formaggio fresco dal sapore delicato che ritroveremo praticamente sempre e ovunque, dall’aperitivo alla merenda, dall’antipasto al ripieno della pasta fresca. Prima di salutare Donnafugata, e portare a casa un ricordo dei suoi vini, chiediamo di visitare il Giardino Pantesco che la cantina ha donato nel 2008 al Fai. Si tratta di un recinto di pietra di forma circolare che custodisce al proprio interno un albero da frutto pregiato, e lo protegge dalle ventate e dalle intemperie. Entriamo e rimaniamo a bocca aperta davanti a questo micro-mondo segreto.

Gli stuzzichini che hanno accompagnato la nostra prima degustazione dovrebbero aver abbondantemente placato la nostra fame. Ma se non fosse così, facciamo un salto al vicino Panificio Terremoto, dove potremo fare una scorta di pizza, focaccia e arancine. Una volta sfamati del tutto, avviciniamoci dunque alla costa orientale dell’isola e ammiriamo l’Arco dell’Elefante: qui la scogliera assume una forma curiosa, e va a creare un vero e proprio arco che si tuffa spavaldo nel mare davanti ai nostri occhi. Parcheggiamo la Vespa, sediamoci nella sua contemplazione e sì, scattiamoci pure qualche selfie per ricordo. Tranquilli, lo fanno tutti.

Dopo la nostra sessione di relax in contemplazione del mare, riprendiamo la strada e torniamo al resort, per goderci un po' di pace nel nostro dammuso. Per vivere una cena indimenticabile basteranno pochi passi fuori dalla nostra porta: prenotiamo un tavolo sulla terrazza del resort, lasciamoci coccolare dal vento e dall’atmosfera della notte di Pantelleria e lanciamoci all'esplorazione delle tradizioni locali, in perfetto equilibrio tra la cucina di terra e quella di mare. Il pesce azzurro non mancherà di certo, così come il cous cous, ma conserviamo uno spazio anche per i ravioli panteschi, ripieni di tumma e foglioline di menta, e per la Sciaki Sciuka, una sorta di caponata con zucchine, melanzane, peperoni, cipolla e pomodoro. A coronare il tutto troveremo poi il romanticissimo Bacio pantesco, composto da due frittelle a forma di fiore che si uniscono tra loro grazie a un dolce ripieno di panna. Godiamoci la serata fino in fondo, senza paura di far tardi: ne vale davvero la pena.

Il mattino seguente sia noi sia la nostra Vespa siamo pronti per continuare l’esplorazione dell’isola. Siamo abbastanza certi che la colazione non sia arrivata esattamente all'alba, quindi una volta usciti dal nostro Dammuso possiamo immediatamente riprendere il tour delle degustazioni. Puntiamo alla Tenuta Coste Ghirlanda, dove potremo scoprire la magia dei capperi di Pantelleria, delle marmellate preparate in casa e soprattutto dell'olio artigianale. Una volta assaggiate le meraviglie di questo affascinante resort, risaliamo in sella carichi di golosi souvenir e concediamoci una passeggiata nel Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria, istituito nel 2016.

Proseguiamo dunque verso il Lago Specchio di Venere, nella zona Nord dell'isola. Resteremo a bocca aperta davanti a questo bacino naturale alimentato solamente dalle piogge e dalle sorgenti termali nascoste al suo interno, con acque che possono raggiungere temperature anche di 50 gradi. Un giretto intorno alle sue sponde, corredato dalle classiche foto di rito, è proprio quello che ci serve per riempirci il cuore della bellezza di quest'isola.

Il tramonto sta per arrivare, e ci aspetta il tour delle vigne della cantina di Marco De Bartoli, altra storica etichetta del territorio. Ammiriamo il sole che scende lento quasi a sfiorare gli alberelli di Zibibbo, mentre noi degustiamo il Bukkuram, un passito incredibile, dalla mineralità sorprendente e dalle mille sfumature fruttate. Sempre con la massima moderazione, ovviamente. Per la cena, restiamo in zona e facciamo un salto al ristorante Al Tramonto: qui potremo assaggiare il meglio della cucina locale rivisitata con eleganza, su una terrazza che regala una suggestiva vista sul mare. Il lieto fine perfetto di una giornata altrettanto perfetta.

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