DALLE ORIGINI AL MITO

  • Vespa 98

    1946

    Nell’aprile del 1946 questo nuovo, funzionale e innovativo mezzo di trasporto venne presentato al pubblico per la prima volta, al Golf Club di Roma. Lo stemma fu stampato in rilievo con un nuovo logo, che rimpiazzò quello precedente dei veicoli Piaggio. Vespa conseguì un successo immediato sia sui mezzi di comunicazione che tra il pubblico, suscitando sorpresa ma anche scetticismi. I primi esemplari vennero venduti attraverso un piccolo network di commercianti, con prezzi variabili dalle 55.000 Lire del modello base alle 66.000 Lire del modello deluxe.

     

  • Vespa 98 Corsa Circuito

    1947

    La Vespa 98 Corsa venne costruita per dimostrare al mondo la competitività del piccolo scooter anche nelle gare. Il grande sciame di motorini Vespa che ormai stava invadendo sempre di più le strade e le piazze italiane motivò Enrico Piaggio a produrre un veicolo aggressivo, che potesse essere anche una scheggia nelle corse. Il primo pilota che guidò la Vespa 98 su circuito fu Joseph Cau che trionfò nella Monte Mario Hill Climb del 1947. La Vespa 98 Corsa (Circuito) fu concepita come veicolo veloce e innovativo. La struttura d’acciaio del modello era fatta a mano, coadiuvata da freni a tamburo con condotti di ventilazione posti nella parte posteriore del veicolo. La scatola del cambio prevedeva tre velocità, permettendo un miglior controllo dell’accelerazione e utilizzando un sistema di raffreddamento ad aria. Il colore originale del modello era il rosso; anche per questo era infatti noto come la piccola “sfera infuocata”.

  • Vespa 98 Corsa

    1947

    Vespa 98 Corsa è stata la prima Vespa sportiva , progettata per la corsa e con le prestazioni migliorate. Questa versione della Vespa ha partecipato a numerosi concorsi , tra cui circuiti in salita e ha guadagnato numerose vittorie. La forma della Vespa 98 Corsa è derivata dal primo modello di produzione, ma differisce a causa dello scudo stretto , la posizionecurva dei manubri in gara e il design aerodinamico. Il motore era parte integrante di questo veicolo, è stato creato per dare una migliore ventilazione, non aveva nemmeno un avviamento e il basamento era diviso nel punto in cui la leva deve restare in movimento , consentendo così una maggiore inclinazione in curva . Lo scooter aveva una velocità massima di 80 km all'ora con un cambio a 3 velocità ed era dotato di un motore Piaggio a due tempi ,che è stato derivato dal modello di produzione.

  • Vespa 98 II Serie

    1947

    Gli esemplari prodotti della seconda serie di Vespa 98 furono ben 16.500. Il modello della seconda serie offrì inoltre diversi miglioramenti, sia in termini tecnici che estetici. Oltre a ciò, la Vespa venne equipaggiata di una ruota di scorta nel caso in cui il motociclista forasse, cosa alquanto probabile date le condizioni catastrofiche delle strade nell’immediato dopoguerra; quest’elemento altamente funzionale divenne poi nel tempo un marchio di fabbrica Vespa. La seconda serie introdusse inoltre delle migliorie nel fanale anteriore del veicolo e l’argento metallizzato il quale ricordava il business aeromobile Piaggio. Molte riviste parlarono di una lista d’attesa di otto mesi per aggiudicarsi una Vespa 98 e anche per questo fiorì un florido mercato nero per questo modello che poteva essere venduto anche al doppio del prezzo di listino, raggiungendo un prezzo di vendita di 125.000 Lire!

  • Vespa 125 Corsa “alloy frame”

    1949

    Nel 1949 Vespa cominciò a essere costruita con un assetto da corsa fatto della stessa lega d’alluminio utilizzata per la costruzione degli aerei, venendo inoltre equipaggiata con rivetti, cerchi in lega e altre tecnologie considerate molto avanzate negli anni ’40. Il serbatoio e la posizione dello sterzo diedero più autonomia al motociclista che portò a una miglior ottimizzazione della guida ad alta velocità. La Vespa 125cc Corsa partecipò a molte competizioni, festeggiando molte vittorie prestigiose con Giuseppe Cau e Dino Mazzoncini che si aggiudicarono rispettivamente il primo e il secondo posto al gran premio di Bologna; nello stesso anno Cau vinse anche al circuito di Perugia in sella ad una Vespa 125, modello del quale in quel momento al mondo esistevano solo 6 prototipi.

  • Vespa125

    1949

    Nel 1948 la Piaggio lanciò una nuova Vespa. A cavallo fra il 1946 e il 1947 ben 1183 esemplari Vespa 125cc vennero venduti all’estero (in particolare in Svizzera). Anche per questo, verso la fine del 1947 Enrico Piaggio decise di fermare la produzione di Vespa 98cc, continuando a produrre solo la 125cc per il mercato italiano ed estero. I nuovi adattamenti del modello comprendevano il braccio di sospensione anteriore e il sollevamento del cofano per permettere un accesso più semplice al motore. La successiva serie Vespa aveva un design ancora più innovativo, anche grazie al nuovo sistema di ventilazione e alla gestione del sistema di cambio.

  • Vespa Circuito 125

    1949

    Verso la fine degli anni ’40 i maggiori produttori di motocicli ritenevano che il miglior modo per promuovere i loro modelli era quello di partecipare con questi ultimi a diverse gare. Il desiderio era quello di far scoprire al grande pubblico l’industria motociclistica con l’intento di approcciare nuovi potenziali clienti. Lo scooter Piaggio corse in una serie di circuiti, per scopi promozionali ma non solo: la 125 Circuito dimostrò di essere utile per testare nuove soluzioni che portarono a nuovi adattamenti per il modello standard. Gli scooter da corsa Vespa venivano costruiti completamente a mano da specialisti della Piaggio e veniva utilizzato nelle corse da piloti celebri come Joseph Cau e Dino Mazzoncini. Fu Giuseppe Cau, ad esempio, a vincere la cronometro Catania Etna del 1950, arrivando primo nella sua categoria (125cc) e piazzandosi al terzo posto nella classifica piloti generale dopo Guzzi e Benelli.

  • Vespa Montlhery

    1950

    Per promuovere l’immagine sportiva di Vespa, Piaggio decise di spostare l’attenzione dello spettatore sul raggiungimento dei record. Il 7 aprile del 1950, al circuito francese di Montlhery, durante 10 ore di test e con l’alternarsi di tre piloti diversi, la Vespa riuscì a trionfare in pista battendo addirittura 17 record in diverse specialità (velocità media di 124,3 km/h) fra cui le 100 miglia (129,7 km/h), le 500 miglia (123,9 km/h), i 1000 chilometri (124,3 km/h), percorrendo in queste 10 ore ben 1049 chilometri. Con un veicolo molto simile a questo (la Vespa 125 Circuito con telaio in lega del 1949) ) il pilota Mazzoncini raggiunse brillanti risultati nelle corse in pista, fra le quali quella classica in circuito a Genova (corsa Italia), una sfida fra Vespa e Lambretta.

     

  • Vespa Siluro (Torpedo)

    1951

    Nel 1951 Vespa raggiunse il suo record più prestigioso: il chilometro lanciato. Il 9 febbraio fra il decimo e l’undicesimo chilometro dell’autostrada presso Ostia il motore Vespa con due pistoni opposti, progettato da Corradino D’Ascanio e guidato da Dino Mazzoncini, raggiunse un nuovo record sul chilometro lanciato con un tempo di 21 secondi e 4 centesimi, con una velocità media di 171,1 km/h. 

  • Vespa 125

    1951

    Molto simile al modello del 1948, anche se le vendite crebbero durante l’anno 1951 grazie alle migliorie apportate in campo tecnico ed estetico. Il modello del ’51 divenne inoltre celebre nel suo debutto cinematografico nel film romantico con Audrey Hepburn e Gregory Peck ambientato a Roma che divenne l’indimenticabile classico “Vacanze Romane”.

     

  • Vespa 125 “Six Days”

    1951

    Esteticamente molto simile a una Vespa 125, la “Six Days” differisce da quest’ultima per il serbatoio, per il marchio avvolgente e la parte laterale destra che ospita un carburatore più grande. Il nome deriva dalla partecipazione alla ventiseiesima “6 giorni” nel 1951, in cui vennero conquistate 9 medaglie d’oro. Il Racing Team Piaggio era composto da: Biasci, Cau, Crabs, Mazzoncini, Merlo, Nesti, Opesso, Riva, Romano e Vivaldi. La Vespa 125 “six days” vinse anche il premio della Federazione Motociclistica Italiana nel 1951, che vide tre piloti su tutti dominare sui modelli Vespa italiani (Giuseppe Cau, Miro Riva, Bruno Romano).

     

  • Vespa 125 U

    1953

    Furono solo 7000 gli esemplari prodotti della Vespa U, rendendo questo modello uno dei più bramati dai collezionisti. Creato nel 1953 come modello più economico - la lettera U sta per utilità - venne creato per reagire alla competizione sui mercati della Lambretta, con un prezzo di listino di 110 dollari. Per la prima volta il fanale anteriore venne montato all’altezza del manubrio e non del parafango.

     

  • Vespa 150 Side-Car

    1955

    La Vespa sidecar venne realizzata fra la fine del 1948 e l’inizio del 1949. Essa permetteva un modo di viaggiare più stabile e confortevole sulle lunghe distanze. La sidecar era ricoperta d’acciaio ed era assemblata a mano; inoltre, era collegata allo scooter da un tubo singolo. Il modello Sidecar si contraddistinse per sue eccellenti prestazioni, anche su terreni sconnessi e nevosi, posizionandosi come esempio di comfort. Venne aggiunto un piccole baule nella parte posteriore del modello, rendendolo ancora più adatto a percorrere lunghe distanze.

     

  • Vespa 150 GS

    1955

    La GS 150 fu una pietra miliare nella storia dello scooter, non solo per Vespa ma anche per l’intero settore. Viene ricordato come il più bel motorino mai prodotto e ancora oggi risulta essere un modello molto ambito. Negli anni ’50 il mercato cambiò drasticamente e la Vespa divenne un mezzo per distinguersi da parte dei giovani. Per la prima volta venne creato un modello dal motore silenzioso che mantenesse tuttavia prestazioni mozzafiato. La Vespa 150 GS si presentò con credenziali sportive, diretta conseguenza delle precedenti esperienze del racing team Piaggio. Il motore beneficiava di un’iniezione diretta nel cilindro, di quattro cambi, aveva un sedile più lungo e largo e ruote massicce. Il modello 150 GS rivoluzionò la linea Vespa; un prototipo di quest’ultimo è inoltre esposto al museo Piaggio.

  • Vespa 150

    1956

    Nel 1956, dieci anni dopo la nascita della prima Vespa, la fabbrica di Pontedera raggiunse la milionesima vendita. Il successo di Vespa superò ogni aspettativa. A questo punto erano tre i modelli in commercio: 125cc, 150cc e 150cc GS. La Vespa 150 raggiunse prestazioni elevate, innovando nell’estetica per il nuovo posizionamento del fanale anteriore, ora posto al di sopra dei manubri. Il prezzo di lancio della Vespa 150 nel 1956 fu di 148.000 Lire.

  • Vespa 150 T.A.P.

    1956

    Negli anni ’50, il ministro della difesa francese commissionò a Piaggio un veicolo per scopi militari. Il risultato fu una Vespa molto speciale, di cui vennero prodotti solo 600 esemplari fra il 1956 e il 1959. Utilizzata dalla Legione Straniera e dai corpi dei paracadutisti, la Vespa TAP era equipaggiata con una pistola 75mm, capacità di munizioni addizionali, due taniche di benzina e un piccolo carretto. Venne prodotta in due colori mimetici: verde e color sabbia. Nonostante il peso di 115 kg, la Vespa Tap era in grado di raggiungere 66 km/h con un raggio di 200 km.

  • Vespa 400

    1957

    All’apice del successo di Vespa, la Piaggio decise di lanciarsi nel mondo delle quattro ruote. Corradino D’Ascanio coltivava da sempre il sogno di progettare la piccola Vespa 400, una macchina provvista di un motore a due tempi posteriore. Venne lanciata nel 1957 e la Piaggio ne produsse 30000 esemplari.

  • Vespa 125 (VNA2)

    1958

    Prodotta in due colori, grigio e beige, la Vespa 125cc del 1958 fu testimone di un’epoca. Questa fu la prima Vespa provvista di un’unione di due coperture metalliche. Questo tipo di struttura portò a vantaggi considerevoli nella produzione industriale e a partire dal 1958 venne installata su tutti i modelli. Assieme al nuovo design fu aggiunto anche un nuovo motore più compatto.

  • Vespa 150 GS VS5

    1959

    La leggendaria Vespa 150 Gran Sport si affermò nel 1955 con il modello VS1. Questo stesso modello venne adattato e la versione VS5 venne equipaggiata con uno speciale tachimetro e un fanalino completamente cromato. Essa disponeva inoltre di un sistema di frenata rivoluzionato e di uno stemma Piaggio sul parafango anteriore. Il modello Vespa 150 GS (VS5) detiene il record di unità mai prodotte (80000) e venne prodotto dal 1958 al 1961.

  • Vespa 150 (VBA)

    1961

    La Vespa 150 (VBA) venne presentata nel 1958 dotata di alcune migliorie. Il colore ricordava quello dei modelli suoi predecessori (blu metallico), tuttavia era equipaggiata con dei pannelli laterali decorati da dei condotti di ventilazione d’alluminio, con un fanale posteriore cromato ed ingrandito. Questo modello ottenne un grande successo grazie alla sua funzionalità ed eleganza e fece il suo debutto ai giochi olimpici di Roma del 1960.

  • Vespa Dalì

    1962

    Nell’estate del 1962 quello che probabilmente fino a oggi è considerato uno dei modelli Vespa più validi venne usato per trasportare due studenti: Santiago Guillen e Antonio Veciana. I due giovani incontrarono il maestro del surrealismo Salvador Dalì, intento a scrivere una cronaca contemporanea; egli non smentì la sua reputazione e decise di decorare in maniera bizzarra la loro Vespa, affiggendovi la sua firma e quella di sua moglie e musa Gala. Nell’estate del 1999 a Girona (Spagna) durante “Eurovespa”, questa Vespa venne esibita alla mostra “The Art of Motorcycle”, dopodiché essa venne donata al museo Piaggio da Giovanni Alberto Agnelli.

  • Vespa 50

    1963

    Vespa divenne molto popolare fra i giovani motociclisti che la consideravano comoda e bella da un punto di vista estetico. Con l’intento di attrarre un’audience più estesa Piaggio creò la Vespa 50, che venne pubblicizzata con lo slogan “Giovane, moderna e… senza documenti”. Era una Vespa che secondo il codice della strade nel 1963 poteva essere guidata senza patente dai 14 anni senza il bisogno di esporre una targa. La Vespa 50 fu l’ultimo scooter progettato da Corradino D’Ascanio e la 50cc divenne un marchio di fabbrica per Vespa: dal 1964 a oggi ne furono prodotte oltre 3 milioni.

  • Vespa 90

    1963

    La Vespa 90 venne presentata nel 1963 assieme alla 50. Venne venduta in un solo colore (azzurro) e venne prodotta per il solo mercato italiano (24000 esemplari). Questo prodotto fu molto apprezzato per il prezzo, i bassi consumi, un aspetto più affusolato e per la possibilità di trasportare un secondo passeggero con più facilità.

  • Vespa Military Prototype

    1964

    Assieme ad altri produttori di motocicli anche Piaggio cominciò dagli anni ’50 a dedicarsi alla progettazione di veicoli militari. Questo modello, tuttavia, rimase un prototipo anche dopo diverse negoziazioni fra la piaggio e il ministero della difesa.

  • Vespa 90 Super Sprint

    1966

    La Super Sprint 90 fu senza dubbio il modello più originale progettato da Vespa. Il marchio venne ridotto nelle dimensioni e il vano portaoggetti venne collocato fra la sella e il manubrio. La ruota di scorta, come nella Vespa GS 1955 venne piazzata all’interno del poggiapiedi. La 90 SS, come la Vespa 50, è uno dei modelli più apprezzati in assoluto ed è un vero oggetto da collezione.

  • Vespa Alpha

    1967

    Questo veicolo fu utilizzato nel film “Dick Smart, Agent 2007” con Richard Wyler, Margaret Lee e Rosanna Tapados. Questo modello è una Vespa 180 Super Sport trasformata da Piaggio e Alpha Willis. Nella finzione cinematografica questa Vespa era in grado di correre sulle strade, volare ed immergersi come un sottomarino.

  • Vespa 125 Primavera

    1967

    Figlia della 125 VMA1, la Vespa 125 “Primavera” sin dal suo esordio raggiunse un enorme successo. Le performance, la maneggevolezza e un motore potente furono tutte caratteristiche che contribuirono a rendere la Vespa Primavera un successo negli anni ’60. La “Primavera” era pensata soprattutto per i giovani, la Piaggio decise dunque di promuoverla con lo slogan “Con una Vespa puoi essere” per il suo lancio iniziale. Questo slogan si rivolgeva a ragazzi sedicenni amanti dello sport e dell’aria aperta decisi a non perdere alcuna occasione per socializzare a causa della lentezza del traffico. La particolarità di questo modello era la lunghezza del telaio, cosa che rendeva ancor più semplice trasportare un secondo passeggero.

  • Vespa 180 Rally

    1968

    Dopo il successo della Vespa Super Sport 180 la Piaggio sviluppò un nuovo upgrade della 180cc, dotata di un motore e di un telaio completamente nuovi assieme a diverse modifiche estetiche apportate ai manubri e alla sella. La Vespa 180 resta ancora oggi uno dei modelli più celebri e venne prodotta dal 1968 al 1973 con una produzione totale di 26000 esemplari.

  • Vespa 50 A Pedali

    1970

    La Vespa 50 destinata al mercato francese fu soggetta a una trasformazione per essere adeguata alle regole vigenti in Francia all’epoca. Questo nuovo scooter dovette permettere il montaggio dei pedali uniformandosi a una legge francese che voleva questi ultimi presenti su ogni veicolo a due ruote. Questi oggetti supplementari stimolarono la curiosità del pubblico rendendo questa Vespa un modello da collezione.

  • Vespa 50 Special

    1973

    In commercio dal 1969, la Vespa 50 Special puntava su un target giovane, presentando cambiamenti da un punto di vista estetico sul manubrio e il fanale anteriore e posteriore. Nel 1969 venne anche lanciata la Vespa 50 Elestart, la quale conservava lo stesso design della Special ma introduceva un adattamento tecnico innovativo: l’iniezione elettrica. Dal 1969 al 1973 Piaggio lanciò una delle sue campagne più famose: “Chi Vespa mangia mele”, che si riferiva al successo della Vespa 50 Special.

  • Vespa 125 ET3

    1976

    Commissionata appositamente per il mercato d’esportazione, La Vespa ET3 125 aveva le stesse caratteristiche dell’ET3 italiana, fra cui la sella, la copertura del ventilatore e la gamma di colori. Fu molto popolare in Giappone dove rimase in vendita fino alla metà degli anni ’90.

  • Vespa Primavera ET3

    1976

    La Vespa ET3 Primavera fu un particolare successo con 144000 esemplari prodotti. Le dimensioni più piccole, simili a quelle della Vespa 50cc, assicuravano un’agile manovrabilità e un’ottima tenuta di strada. Venne sviluppata negli anni ’70 per un mercato giovane e comprendeva dettagli come una sella di jeans per rifletterne l’essenza.

     

  • Vespa Rally 2000

    1976

    Dopo il grande successo della Vespa 180 nel 1972 la Piaggio sviluppò per la prima volta un modello dotato di di un motore 200cc. La reazione a questo nuovo prodotto fu esaltante con moltissime persone disposte ad attendere mesi pur di aggiudicarsi il proprio motorino. Da un punto di vista estetico la Vespa 200 è riconoscibile in primis dal colore bianco del telaio e degli alloggiamenti; essa era inoltre dotata di un motore più potente a iniezione elettronica. Furono oltre 41700 gli esemplari di Vespa Rally 200 prodotti fra il 1972 e il 1979.

     

  • Vespa Gigante

    1977

    Rappresentativa per la Vespa PX e costruita per la presentazione della nuova linea a Parigi nel 1977, venne modificata per il lancio della Vespa T5 anni dopo. La Vespa Gigante venne decorata dall’artista Stefano Tonelli utilizzando graffiti urbani; queste immagini sono esposte al museo Piaggio assieme al modello che oggi è stato restituito al suo colore originario rosso.

  • Vespa 100 Sport

    1978

    Figlio della Vespa 90, il modello 100 Sport venne sviluppato in concomitanza con la legislazione concernente i motorini negli Stati Uniti; le luci posteriori, ad esempio, sono decisamente più grandi. La crescita delle prestazioni da 90 a 100 cc venne raggiunta attraverso l’ingrandimento del tubo del cilindro.

  • Vespa P125X

    1978

    La Vespa venne presentata come nuovo modello allo Show di Milano del 1977. La PX divenne molto popolare tra i giovani. Le linee squadrate e un telaio più grande la rendevano estremamente riconoscibile. Sulla barra del manubrio era presente un tachimetro completamente ridisegnato e il modello fu estremamente innovativo anche grazie alle nuove sospensioni anteriori e all’ammortizzatore telescopico.

  • Vespa 50 S

    1985

    Per venire incontro alle richieste di alcuni paesi la Piaggio sviluppò un modello 50cc più veloce. Il motore era in grado di produrre una potenza maggiore mantenendo lo stesso cilindro e gli stessi standard di corsa del modello base.

  • Vespa 125 T5 Pole Position

    1985

    Sviluppata nel 1985 la nuova Vespa 125 T5 Pole Position era equipaggiata con un motore più potente che permetteva prestazioni eccellenti. La linea aggressiva, l’aletta e il tachimetro digitale diedero a questo modello un carattere sportivo. In questi anni la Piaggio ebbe difatti il difficile compito di competere con la concorrenza proveniente dal Giappone.

  • Vespa 50 Special Revival

    1991

    Replicata nei primi anni ’90 per venire incontro alle molte richieste dei fan, la Vespa 50 Special Revival riprese il modello che fu così popolare fra i giovani degli anni ’60. Questo Revival venne apprezzato in tutto il mondo e ne vennero prodotti solo 3000 esemplari. Il modello venne concepito per giovani motociclisti che non avevano avuto l’opportunità di salire in sella a una Vespa negli anni ’60 e divenne davvero leggendario, tanto che fu esposto nella prestigiosa location del Museum of Modern Art di New York. Una Vespa 50 Special Revival venne donata al museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli” da Christa Solbach, presidente della Federazione Internazionale dei Club Vespa.

  • Vespa ET2/ET4

    1996

    La Vespa entrò nel terzo millennio senza perdere le sue linee eleganti e il suo design inconfondibile. Tuttavia grazie agli anni d’esperienza Vespa raggiunse nuove frontiere tecnologiche e di comfort. La nuova generazione Vespa fu disponibile in tre versioni: vespa ET4, equipaggiata con un motore 125cc ecologico, Vespa ET2, con un moderno e affidabile motore a due tempi e la Vespa ET2 Injection, che beneficiava della FAST (Turbolenza completamente atomizzata e stratificata). Queste furono le prime due ruote con un motore ad iniezione diretta a due tempi che permettevano al motociclista di ridurre i consumi del 30% e le emissioni del 70%.

  • Vespa Ferrari ET4 150

    2001

    In omaggio al team Ferrari che vinse i campionati del mondo di Formula 1 nel 2000, Piaggio creò un nuovo veicolo. Esso venne personalizzato con i nomi di Montezemolo, Todt, Schumacher e Barrichello e comprendeva una livrea color rosso Ferrari con una sella di pelle dello stesso materiale utilizzato per tappezzare l’interno delle Ferrari.

  • Vespa Trafeli

    2003

    La Vespa PX divenne un vera opera d’arte, in quanto fu modellata dalla creatività di Mino Trafeli. La stessa Trafeli fu esibita al museo Piaggio nel 2003. Questo modello fu donato alla collezione del museo dall’artista stesso, il quale distorse l’oggetto con forme eccentriche.

     

  • VESPA LX

    2005

    Vespa LX, 2005 - E’ il ritorno, in un’attualissima chiave stilistica e tecnica, del “vespino”, il modello a scocca piccola che da oltre 40 anni si affianca al “vespone” di grandi dimensioni. Vespa LX sostituisce la gloriosa Vespa ET (oltre 460.000 esemplari venduti dal 1996) ed è disponibile in quattro moderne ed ecologiche motorizzazioni: 50cc due e quattro tempi, 125 e 150cc quattro tempi.

  • VESPA GTS 250 ie

    2005

    Cinquant'anni dopo la nascita della Vespa GS (Gran Sport), primo scooter sportivo della storia e tuttora ricercatissima da appassionati e collezionisti, Vespa GTS 250 i.e. riprende quel mito di elegante sportività e si rivela come la Vespa più potente, veloce e tecnologicamente dotata. A partire dal novembre 2011 Vespa GTS è “cresciuta” fino alla classe 300, spinta da un modernissimo e potente motore 4 valvole, raffreddato a liquido e dotato di iniezione elettronica, Vespa GTS è frenata da un superbo impianto a doppio disco.

  • VESPA GTV - LXV

    2006

    Nate per celebrare il mito assoluto del mondo due ruote, Vespa LXV e Vespa GTV recuperano e reinterpretano gli elementi più caratteristici degli anni ‘50 e ‘60 nella loro forma e nella loro funzione. Vespa GTV, offerta nelle cilindrate 125 e 250, si distingue per il gruppo ottico anteriore posizionato sul parafango, come sul primo prototipo del 1946, mentre Vespa LXV, che monta propulsori da 50, 125 e 150cc, si ispira alle linee morbide ed essenziali dei modelli anni ‘60, in una versione snella e minimale su cui spicca il manubrio a vista e la sella in due pezzi.

  • Vespa GT 60° 250 cc

    2006

    E’ il regalo che Vespa ha voluto fare ai suoi appassionati per festeggiare il suo sessantesimo compleanno: materiali raffinati e lavorazioni esclusive per un oggetto unico, un’edizione limitata prodotta in soli 999 esemplari e destinata a rimanere uno dei capisaldi nella storia di Vespa.

  • VESPA S50 - 125

    2007

    Il fascino del “Vespino” sportivo rivive nelle forme della nuovissima Vespa S: un gioco di citazioni, di richiami, per declinare al presente l’anima più giovane e sportiva di Vespa. L’estetica rigorosamente minimalista di Vespa S raccoglie direttamente l’eredità di modelli mito degli anni ’70 come la 50 Special e la Vespa Primavera.

  • VESPA GTS 300 SUPER

    2008

    Vespa GTS 300 Super porta nella classe “over 250” l’eleganza esclusiva di Vespa. La classicità e lo stile unico di Vespa si sposano a un’evidente vena di sportività e le linee raffinate di Vespa acquisiscono un aspetto decisamente grintoso. Vespa GTS 300 Super incarna così, in chiave sportiva e moderna, i valori di stile, comodità, sicurezza e robustezza del marchio Vespa. Spinta da un modernissimo e potente motore a 4 valvole raffreddato a liquido e dotato di iniezione elettronica, omologato Euro3, Vespa GTS 300 Super si distingue per le straordinarie doti di elasticità e brillantezza del propulsore che ne fanno una vera “bruciasemafori”.

  • Vespa S50 - LX50 4v

    2009

    Il nuovo motore 50cc, quattro tempi quattro valvole porta alla riscoperta di una cilindrata “mitica”, pietra miliare nella storia di Vespa. Grazie all’adozione della nuova distribuzione a 4 valvole, la brillantezza del nuovissimo propulsore non ha niente da invidiare a quella dei cinquantini a due tempi (con 4,35 CV è il più potente 50 cc 4 tempi sul mercato) ma i consumi e le emissioni restano quelle proprie dei motori quattro tempi. Con l’adozione di questo nuovo propulsore Vespa ribadisce un primato tecnologico che dura da oltre sessant'anni.

  • Vespa GTS ABS ASR

    2014

    Nel 2014 Vespa GTS si rinnova con l’adozione dei più avanzati e tecnologici sistemi elettronici di supporto alla guida: Sistema di frenata ABS a due canali e Controllo di trazione ASR. Vespa conferma così la sua avanguardia tecnologica che sempre ne ha segnato la storia e si presenta come uno dei veicoli più moderni, avanzati e sicuri del panorama mondiale.

  • Vespa 946 Armani

    2015

    40° anniversario della fondazione della Giorgio Armani e 130° anno di vita del Gruppo Piaggio - Giorgio Armani ha firmato la nuova versione di Vespa 946, modello esclusivo che rievoca nel nome l’anno di nascita dello scooter diventato iconico e famoso in tutto il mondo, ed è caratterizzata da linee che reinterpretano in chiave contemporanea lo stile originario di Vespa. Vespa 946 Emporio Armani è non solo sinonimo di stile, ma di tecnologia: i monoblocchi di alluminio, la gestione elettronica a supporto della guida (anche attraverso il dialogo con gli internet devices di ultima release) si uniscono all’innovativo motore quattro tempi a iniezione progettato per il massimo contenimento di consumi ed emissioni. Il doppio freno a disco, il sistema di frenata ABS a doppio canale e le grandi ruote da 12 pollici garantiscono la massima sicurezza su strada.

  • 70° Anniversario

    2016

    Per il suo settantesimo anniversario, il gruppo Piaggio rende omaggio allo scooter più amato di sempre con una versione speciale!

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