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Muller Thurgau e altri calici: tour tra le cantine del Lago di Costanza

Un grande lago che bagna quattro Paesi, panorami da cartolina, clima mite e soprattutto vigneti a profusione dove si producono eccellenti bottiglie. Pronti per brindare sul Lago di Costanza?
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Durata: week end lungo, almeno 3 giorni.

Itinerario: da Costanza a Meersburg, con ritorno a Costanza, per un centinaio abbondante di chilometri.

Equipaggiamento: sneakers per camminare tra i vigneti, giacca a vento leggera, spazio per qualche bottiglia.

Andiamo insieme alla scoperta di un territorio che sembra fatto apposta per un itinerario di tre-quattro giorni a bordo della nostra Vespa: incontreremo conventi e castelli, certo, ma soprattutto non ci faremo mancare qualche tappa nelle cantine e nei vigneti storici per degustare i vini locali. Sempre con moderazione, lo sappiamo.

Il nostro itinerario parte da Costanza, proprio quella che dà il nome al lago e alla regione. Siamo ovviamente in Germania, al confine con la Svizzera, e di questa Costanza abbiamo letto più e più volte nei libri di storia. Forse dovevamo ripassare meglio. Parcheggiamo comunque la Vespa e iniziamo la visita dalla zona portuale. Non possiamo non notare quella grande statua un po' carnevalesca: si chiama Imperia e tiene in mano, completamente nudi, i due protagonisti del famoso Concilio: Sigismondo e Papa Martino V. Ma Imperia non è l’unica statua sui generis che troviamo in città, passeggiando per il centro ci imbattiamo in diverse statue davvero buffe, tra il goliardico e il carnevalesco, molte delle quali realizzate da Peter Lenk, lo stesso artista che realizzò l’Imperia.Per cominciare a prendere confidenza con i vini della regione, fermiamoci in uno dei tanti localini del centro, come ad esempio il Tamaras Wine Bar in ZollernStrasse, e iniziamo a ordinare. Magari chiedendo consiglio al personale del locale. Per dormire, proviamo l’Hotel Augustiner Tor, è funzionale, in posizione centralissima, e ha una bella terrazza dove con la bella stagione si può anche fare colazione all’aperto. Ci piace.

Il mattino seguente risaliamo a bordo della nostra Vespa, e partiamo per l’Isola di Mainau: in pochi minuti saremo nel luogo in cui è sempre primavera. Orchidee a marzo, tulipani e narcisi in aprile, oltre 10mila rose tra maggio e giugno, un’esplosione di dalie in agosto: l’Isola di Mainau è un'oasi di fiori, piante e uccelli. Un’isola naturale resa ancor più bella dall’immaginazione del Conte Lennart Bernadotte, pronipote del granduca Friedrich I e principe svedese, che 150 anni fa immaginò un posto simile al paradiso che fosse aperto al pubblico. E, glielo concediamo, aveva immaginato davvero bene. Oggi come allora l’Isola di Mainau è un grande giardino fiorito con serre, palmeti, roseti e giardini all’italiana aperto 365 giorni all’anno. Prima di lasciare l'isola non dimentichiamoci di passare dalla casa delle farfalle: qui i lepidotteri sono liberi e si fermano a mangiare succhiando il nettare dalle fette di arancia preparate per loro.

Nel tardo pomeriggio recuperiamo la Vespa da Mainau e saliamo sul traghetto che in 20 minuti ci porta a Meersburg. Arriviamo giusto giusto per il tramonto sul lago e cerchiamo una sistemazione per la notte. Magari proprio un hotel in riva al lago, come il Flair Hotel zum Schiff. Il giorno dopo alziamoci presto perché ci aspetta un’intensa giornata tra i vigneti. E i vini, ovviamente. Puntiamo verso il castello della città, il posto giusto per un selfie con panorama sul lago. Dopo aver pubblicato la nostra foto con tutti gli hashtag vari ed eventuali, ci rimettiamo in sella e in due minuti raggiungiamo la Staatweingut Meersburg, ovvero la cantina di Stato dove vengono prodotte oltre 40 etichette tra Chardonnay, Muller Thurgau, Pinot Noir e Blanc. No, non possiamo assaggiarle tutte, ma possiamo seguire la visita guidata nelle vigne e bordo del trattore con tanto di degustazione. ( https://staatsweingut-meersburg.de )

Si riparte la mattina da Meersburg, casco in testa, e in un quarto d'ora siamo a Salem. Ad accoglierci c'è un grande parco-giardino con un castello, nato originariamente come convento cistercense. Entrando possiamo visitare la fortezza, la chiesa gotica, il museo conventuale, il museo dei vigili del fuoco, il parco; ma anche l’antico torchio per la pressatura dell’uva, le botteghe artigiane e la cantina. Il posto giusto per portare a casa qualche cadeaux. Qui la produzione di vini iniziò nel 1802, quando il castello divenne dimora dei margravi di Baded, che diedero il nome alla cantina. Tuttora esistente e funzionante, bisogna dire. Da qui partono le escursioni guidate nei vigneti di Birnau, altro punto panoramico bellissimo sul Lago di Costanza e sulle Alpi Svizzere. Naturalmente con degustazione inclusa: Riesling, Pinot Grigio, Chardonnay, Müller Thurgau e Sauvignon. Non esageriamo, però, ci è concesso solo un bicchierino: ci tocca rimetterci in sella poco dopo e tornare a Costanza. Dove completeremo il tour brindando con i nostri acquisti.

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