Food

Palermo da gustare, a tutto street food

Due giornate per scoprire il capoluogo siciliano in tutto il suo fascino. Artistico, culturale e gastronomico.
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Durata: due giornate intense

Itinerario: dal centro di Palermo alle sue spiagge più belle, con tappa a Monreale, per una quarantina totale di chilometri

Equipaggiamento: occhiali da sole, macchina fotografica e tutto il necessario per un tuffo in mare

Dopo un 2018 vissuto da Capitale Italiana della Cultura, la cara Palermo sembra aver intrapreso a tutti gli effetti un glorioso cammino di rinascita sociale e urbana. E sì, ovviamente anche enogastronomica, partendo proprio da quella tradizione che da sempre la contraddistingue a livello nazionale: il legame strettissimo, e golosissimo, con lo street food. Saliamo dunque in sella alla nostra Vespa e prepariamoci per 48 ore di meraviglie da ammirare, fotografare e soprattutto assaggiare.

Il nostro tour parte con una colazione in pieno spirito palermitano. Che no, non comprende la celeberrima accoppiata “granita e brioche”, sicilianissima, certo, ma decisamente più tipica delle province orientali dell'isola. Decidiamo allora di raggiungere Piazza Marina, nel cuore del centro storico, per una tappa da Nini Franco U'Vastiddaru: la prima specialità che andremo ad assaggiare sarà pane e panelle, irrinunciabile spuntino a base di frittelle di farina di ceci racchiuse in una pagnotta impreziosita con semi di sesamo. La scelta migliore per inaugurare la nostra visita alla città.

Una volta ricaricati a dovere di energie, e di calorie, addentriamoci tra le suggestive aiuole di villa Garibaldi, giardino pubblico messo a punto nella seconda metà dell'Ottocento dall'architetto Giovan Battista Filippo Basile. Qui, tra le numerose piante esotiche presenti, troveremo anche un maestoso Ficus macrophylla, per gli amici semplicemente Ficus, famoso per essere uno dei più antichi e grandi d'Italia, con un'altezza di 30 metri, una circonferenza del tronco di oltre 21 metri e una possente chioma dal diametro di 50 metri.

Dopo qualche inevitabile selfie di ricordo all'ombra di questo gigante verde dedichiamoci alla Passeggiata delle Cattive: si tratta di una storica terrazza risalente anche in questo caso all'Ottocento, un tempo utilizzata dalle vedove - le captivae, nel senso di prigioniere del loro lutto - per tenersi a debita distanza dalla gente festosa del Foro Italico. Percorrendo la passeggiata è possibile ammirare il mare in lontananza, e immergersi appieno nel fascino più autentico dell'architettura di Palermo. Torniamo però rapidamente alla nostra Vespa, e prepariamoci a raggiungere il Teatro Massimo.

Prima di visitare questa imponente struttura teatrale costruita nella seconda metà dell'Ottocento - di fatto il più grande edificio dedicato all'arte lirica a livello nazionale, e il terzo a livello europeo, subito dopo l'Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna - sediamoci ai tavolini di Fud Bottega Sicula, a pochi passi di distanza. E prepariamoci a sfogliare un simpatico menu dove ogni termine inglese viene riproposto graficamente come la sua pronuncia in chiave tricolore. E infatti la stessa parola Food diventa Fud, giusto per intenderci. Iniziamo con un Roo Cis e un Sicilian Slais, rispettivamente selezioni di formaggi e salumi locali, e poi scegliamo tra un Parmigiana Burgher, con la celebre ricetta a base di melanzane racchiusa in un panino al sesamo, un Ors Che Bab a base di carne equina o un'insalata Niù Orlìns con sgombro sott’olio, zucchina alla griglia e aglio rosso di Nubia.

Un caffè, e poi dirigiamoci verso l'ingresso del Teatro Massimo, dove ogni giorno dalle 9.30 alle 18.00 vengono organizzate visite guidate per accompagnare i visitatori alla scoperta di questa struttura unica nel suo genere. Le visite in questione comprendono tappe nella Sala grande e negli altri eleganti spazi al suo interno, dal Salotto annesso al Palco reale alla Sala pompeiana, dalla Sala degli Stemmi al Foyer. Riempiamoci gli occhi di storia e di bellezza, per poi risalire in sella alla nostra Vespa e puntare finalmente verso il mare: casco ben allacciato, zainetto in spalle e via verso Mondello.

Questo celeberrimo quartiere palermitano dista giusto qualche chilometro dal centro cittadino, ed è conosciuto in tutta Italia per il suo litorale sabbioso che consente lunghe e meritate soste al sole. Magari sdraiati comodamente su un lettino, per non farsi mancare nulla. Concediamoci dunque qualche ora di vita da spiaggia tra un tuffo, un gelato artigianale e una passeggiata tra le splendide ville in stile Liberty che popolano la zona. Riaccendiamo il motore e dirigiamoci verso il nostro alloggio per la notte: abbiamo scelto l'Hotel Quinto Canto, a pochi passi da Piazza Quattro Canti e dalla Fontana Pretoria. Un albergo elegante, smart, e soprattutto ubicato in una posizione perfetta per vivere al meglio Palermo anche dopo il tramonto.

Dopo esserci sistemati per la serata, riprendiamo la nostra Vespa e raggiungiamo la Vucciria, probabilmente il mercato più famoso dell'intero capoluogo siciliano, divenuto nel corso degli anni popolarissimo anche per l'offerta notturna di localini, bancarelle per lo street food e occasioni varie ed eventuali di divertimento. Per la cena ci aspetta il nostro tavolo presso l'Osteria Dadalìa, dove potremo fare incetta di caponata, sfincione e pasta con le sarde. Per il resto, passeggiamo fino alla Taverna Azzurra e concludiamo in bellezza la nostra serata con un cocktail d'autore.

Il secondo giorno incomincia con una ricca colazione nella sala dell'hotel. Saliamo quindi sulla nostra amata Vespa e prepariamoci a raggiungere la vicina località di Monreale per una visita al suo Duomo, altrimenti conosciuto come Cattedrale di Santa Maria Nuova. Diventata nel 2015 Patrimonio dell'Umanità Unesco, questa struttura è ricchissima di meravigliosi mosaici bizantini, tra cui il più noto è senza alcun dubbio il Cristo Pantocratore, che sorge sul catino absidale in tutta la sua imponenza.

Ritorniamo dunque verso il centro cittadino e parcheggiamo nei pressi dell'Antica Focacceria San Francesco: si tratta di un'antichissima insegna gastronomica inaugurata addirittura nel 1834, divenuta nel corso dei decenni una vera e propria icona del cibo da strada siciliano. Entriamo in questo tempio della tradizione e ordiniamo il tipico Pani ca' Meusa, pagnotta al sesamo farcita con pezzetti di milza di vitello soffritta, a cui è possibile aggiungere caciocavallo grattugiato o ricotta. Una specialità locale assolutamente da provare.

Passeggiamo poi fino a Piazza Magione, che condivide il nome con la sua Basilica medievale, e raggiungiamo la vicina chiesa dello Spasimo: si tratta di un affascinante edificio costruito nel Cinquecento e passato attraverso una storia tortuosa fatta di riconversioni ad ospedale e addirittura a discarica; recuperato a partire dagli anni '80, oggi è uno dei più suggestivi teatri all'aperto che si possano visitare. Ma l'ora della merenda si avvicina. Quindi recuperiamo la nostra Vespa e dirigiamoci verso la Pasticceria Costa, per assaggiare altri due protagonisti amatissimi della tradizione culinaria locale: sua altezza reale la cassata e sua eminenza il cannolo. Rigorosamente a base di ricotta freschissima e canditi artigianali.

Rifocillati con una buona dose di zuccheri, risaliamo allora in sella e raggiungiamo le spiagge di Sferracavallo, borgata marinara di Palermo. Concediamoci un momento di relax al sole e magari un bagnetto tra le onde, prima di goderci lo spettacolo del tramonto e cenare in uno dei ristorantini della zona con un piatto di spaghetti con i ricci di mare. Inarrivabili.

Tornati in città, puntiamo verso il bancone del Mak, un raffinato ritrovo della mixology più moderna incastonato nella Galleria delle Vittorie, in pieno centro storico. Sfogliamo il menu alla ricerca del drink perfetto e prepariamoci per ritornare in hotel. Ma non prima di aver fatto un'ultima, inevitabile tappa gastronomica: prima di coricarci ci aspetta infatti l'appuntamento con Ke Palle e le sue arancine. Di riso, di pasta o gourmet, con il ragù di carne come suggerisce la ricetta più classica, ma anche alla norma con le melanzane, con funghi porcini, con zucca e gorgonzola, con gamberetti e pistacchi o con salame piccante e mozzarella. Un modo perfetto per concludere una visita semplicemente indimenticabile.

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