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Sulla via del Prosciutto in Friuli Venezia Giulia

Un tour in Vespa sulle tracce del leggendario prosciutto San Daniele e dei migliori salumi del Nord Est italiano.
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Durata: 5 giorni tra storia, natura, gusto e leggende.

Itinerario: circa 160 chilometri, con partenza da Trieste e approdo a San Daniele del Friuli.

Equipaggiamento: impermeabile per proteggersi dal vento, qualche maglione per la sera, scarponi da montagna per eventuali passeggiate nel Carso.

C’è la storia dell’Italia in Friuli Venezia Giulia. C’è il mare, a prova di bandiera blu, il simbolo del rispetto dell’ambiente e della tutela delle acque di balneazione. C’è anche la montagna, dai colori inimmaginabili. Infine, ma non certo per ordine di importanza, c’è un’offerta enogastronomica a dir poco sorprendente, primo fra tutti sua maestà il prosciutto di San Daniele. Tutto questo è a misura di Vespa, anche in pienissima estate, perché il caldo non risulta mai soffocante. L’altopiano carsico triestino ci terrà al fresco e se proprio sentiremo la necessità di un tuffo in mare, spiagge e calette non mancheranno di certo.

Trieste è il nostro punto di partenza, dunque godiamoci la città in sella alla nostra Vespa. In mattinata visita al castello di Miramare, bianco, come nelle favole, circondato dal verde e affacciato sul mare a sua volta battuto dal vento. Tornando, fermiamo la Vespa a ridosso del lungomare di Barcola, dove turisti e gente del luogo si sdraiano per prendere il sole e fare il bagno. Torniamo dunque in città e per pranzo concediamoci un’ottima frittura di pesce alla trattoria Città di Pisino. Se c'è posto, e se il tempo lo consente, sediamoci fuori, all'aria aperta.

Proseguiamo la nostra visita facendo tappa a piazza dell’Unità d’Italia e allo splendido Municipio, che da soli potrebbero valere un viaggetto a Trieste. E se abbiamo ancora un po’ di energie, rimettiamo il casco e saliamo fino alla città vecchia: troveremo la cattedrale di San Giusto, costruita sulle rovine di un antico tempo romano e situata sulla sommità dell'omonimo colle che domina la città. Per un’esperienza più unica che rara, infine, ritagliamoci il tempo per il complesso che va sotto il nome di “Kleine Berlin”, aperto ogni ultimo venerdì del mese alle otto di sera, senza bisogno di prenotazione: si tratta di una serie di gallerie antiaeree della seconda guerra mondiale, con tanto di mostra fotografica sui bombardamenti subiti dalla città. Toccante. Proseguiamo dunque la serata allo storico Caffè San Marco, con qualche “rebechin”, termine dialettale che indica lo “Spuntino”, insieme con un assaggio dei vini locali.

È il momento di far cantare un po’ il motore della nostra Vespa, e lo facciamo in direzione del Carso triestino. La prima tappa è la Grotta Gigante, a nord di Opicina: per arrivarci attraversiamo nuovamente Barcola dove, volendo, c’è anche il Faro della Vittoria che offre una splendida vista sul golfo. La grotta è fantascientifica: mai viste stalattiti e stalagmiti così grandi. Prima di pranzo, volendo, possiamo anche fermarci a Prosecco, il paesino di mille abitanti che ha dato il nome al celebre spumante. Per decidere dove mangiare, poi, consultiamo il portale Osmize.com, che ci rivela quali sono le cantine (“osmize” per l’appunto) e gli agriturismi aperti nella zona: siamo fortunati e finiamo da Kamence, tra Santo Stefano e Prosecco. Ottimi i salumi, in particolare il prosciutto cotto con pane e grattugiata di cren, la tipica radice di rafano, e l’ombolo, specialità suina in crosta, accompagnata da un sorso di ottimo Refosco.

Rimettiamoci in sella e percorriamo le strade provinciali, i cui colori spaziano dal verde al rosso fuoco. Tra costoni che si affacciano sul mare e scenari di montagna, questi luoghi, unici al mondo, sono da ammirare paese per paese. Al tramonto puntiamo verso Nord, fino a Duino: il castello a strapiombo sul mare è spettacolare. Ceniamo al ristorante Cavalluccio Duino prenotato in mattinata: un locale retrò dalle sedie impagliate e dai dettagli marinari, dove si gustano ottime pietanze di pesce. Fa anche una locanda, e così per la notte ci fermiamo qui.

Svegliamoci e dopo una bella colazione iniziamo il nostro tragitto verso Aquileia, definita anche la seconda Roma, per via delle sue testimonianze archeologiche. Possiamo scegliere di andarci passando per Monfalcone, famosa per le navi da crociera, per la sua Rocca medievale e per il parco dedicato alla Grande Guerra. Proseguendo verso Sud, eccoci a Grado, isola d’oro dalle fattezze veneziane. Pranziamo qui, dopo un giretto tra campielli, vicoli e strettissime case dei pescatori dove il tempo sembra essersi fermato. E poi via per una bella passeggiata sul lungomare Nazario Sauro: il mare di Grado è abbonato da anni alla bandiera blu, che lo classifica tra i migliori d’Italia. Laura e Christian è la trattoria che scegliamo per il pranzo: siamo nel cuore della Grado Vecchia, e per immergerci ancora di più nelle tradizioni locali ordiniamo il Boreto su polenta bianca, il piatto più tipico gradese a base di pesce.

Ma la strada ci chiama. Casco in testa e si risale a Nord, come detto, verso Aquileia: sono circa 10 chilometri e si percorrono rapidamente lungo la regionale 352, completamente circondata dall’acqua. Arrivati a destinazione, lasciamoci sbalordire dalla sua storia. I mosaici che compongono i pavimenti della Basilica di Santa Maria Assunta sono i più antichi e grandi d’Europa, mentre la Cripta ospita suggestivi affreschi in stile bizantino. Prima che chiuda, facciamo un salto anche alla distilleria Aquileia, dove possiamo acquistare come souvenir la tipica grappa del luogo: la Sgnape dal Checo. Di sera ci spostiamo di qualche chilometro dal centro, parcheggiamo la Vespa e ceniamo alla trattoria Al Campanile, a Cervignano del Friuli, ambiente casalingo e cucina casereccia. Davvero buona la soppressa con polenta e i rotoli di pasta fillo con prosciutto. Proprio a Cervignano ci fermiamo per la notte.

Di nuovo sulle due ruote, salutiamo la magia di Aquileia, direzione Gorizia. Sono meno di trenta chilometri, e la città è al confine con la Slovenia. Obbligatoria la visita al Castello, cuore antico della città, da esplorare dentro e fuori - fu bombardato nella prima guerra mondiale, poi ricostruito negli anni 30. Imperativo il pranzo da Gianni, trattoria conosciuta in tutto il Friuli, pasti abbondanti, prezzi moderati, noi assaggiamo le sue famosissime cotolette: una sola basterebbe per tre. Nel pomeriggio, poi, perdiamoci tra i dolci declivi che offre il territorio, ideali da percorrere in Vespa: possiamo fare tappa a Oslavia, Ruttars, San Floriano o all’incantevole Dolegna del Collio, 352 abitanti, completamente immersa nel verde e nei vigneti. Per il tramonto raggiungiamo Cividale del Friuli, e godiamoci lo spettacolo dal Ponte del Diavolo, simbolo della città e del territorio, costruito in pietra nel 1442 e poggiato su un macigno naturale collocato nel letto del fiume Natisone. Il nome è dovuto a una leggenda: si dice che gli abitanti avessero chiesto aiuto proprio al diavolo per costruirlo.

Dopo aver trascorso la notte presso la casa vacanze Maga Magò, a pochi passi dal centro di Cividale, ci si prepara per le ultime due tappe, Udine e San Daniele, dove finalmente potremo assaggiare una delle specialità italiane più apprezzate al mondo: il prosciutto. La torre dell’orologio è la prima cosa da vedere a Udine, in piazza della Libertà; e poi via verso piazza delle Erbe, quella del mercato: per molti soi tratta del luogo più bello della città dove rinfrescarsi con un aperitivo. Per uno spuntino più sostanzioso, invece, proviamo la gelateria Gianduja. Il nome strizza l'occhio al Piemonte, è vero, ma il nostro palato non alzerà alcuna obiezione a questa sbandata verso Ovest. Nel tardo pomeriggio arriviamo poi a San Daniele del Friuli. Qui, finalmente, ci gustiamo quello che è senza alcun dubbio uno dei prodotti simbolo dell'intera tradizione italiana: un eccezionale prosciutto curdo. Ovunque decideremo di assaggiare il gusto del San Daniele, resteremo soddisfatti. Un consiglio? Proviamo L’Osteria, per un'esperienza eccellente sotto ogni punto di vista: i fiocchi di prosciutto che si sciolgono nella nostra bocca è un finale perfetto per questo meraviglioso tour.

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