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Tre giorni in Salento, tra orecchiette e cucina gourmet

Un itinerario del gusto attraverso alcune tra le località più note del sud della Puglia, a cavallo fra tradizione e innovazione
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Durata: 3 giorni

Itinerario: da Brindisi a Otranto, per un totale di circa 170 chilometri

Equipaggiamento: occhiali da sole, telo da spiaggia e tutto il necessario per concedersi qualche tuffo in mare

Il Salento è una perla di rara bellezza che soprattutto negli ultimi anni ha saputo conquistare il cuore  dei turisti. A colpi di buona musica, spiagge da mozzare il fiato e paesaggi semplicemente indimenticabili, certo, ma a metterci lo zampino è stata sicuramente anche una tradizione enogastronomica da mille e una notte. Già, perché tornare a casa dal cosiddetto “tacco d'Italia” senza essersi prima concessi un'immersione totale tra le prelibatezze locali sarebbe davvero imperdonabile.

Il nostro tour all'insegna del più autentico gusto salentino parte dunque da Brindisi, dove ci allacciamo il casco, saliamo in sella alla nostra Vespa e ci prepariamo a tre giorni di pura goduria del palato. Dopo una colazione alla pasticceria Artigiana, dove facciamo un primo rifornimento di zuccheri e di dolcetti della tradizione, lasciandoci consigliare dai proprietari. Finiamo caffè o cappuccio e guidiamo lungo il mare fino al monumento al Marinaio d'Italia: una struttura fatta edificare negli anni '30 per rendere omaggio ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Alto circa 53 metri, sorveglia il porto della città con la sua forma di timone e il suo rivestimento in carparo, una pietra calcarenitica dal suggestivo colore dorato. Una costruzione suggestiva che vale assolutamente la pena visitare.

Torniamo dunque verso il centro cittadino, parcheggiamo la nostra Vespa sul lungomare e concediamoci una passeggiata nel più totale relax, magari con una capatina al Tempio di San Giovanni al Sepolcro e una foto alle colonne romane che sorgono nei pressi della Cattedrale. La mattinata ci avrà fatto venire un certo languorino, dunque sediamoci alla Vinoteca Numero Primo e concediamoci un primo pranzo delle meraviglie con vista direttamente sul mare. Resistere ai taralli e alle friselle, così come ai gamberi freschi e alle altre specialità di pesce, sarà del tutto impossibile, quindi non proviamoci nemmeno. Il tutto potrà essere accompagnato da un buon calice di Vermentino del Salento. O, in alternativa, da un assaggio del Rosé di Tenute Rubino, il Torre Testa, ricavato dalle recentemente recuperate uve autoctone di Susumaniello. Una camminata digestiva post-pranzo e poi risaliamo a bordo della nostra Vespa: direzione, Torre Guaceto.

Dopo una mezz'oretta di strada ci ritroveremo immersi in una stupenda riserva naturale. Parcheggiamo, e iniziamo a guardarci intorno: i colori del mare lasciano a bocca aperta, e la natura regna incontrastata, se non per qualche piccolo stabilimento balneare che ci regala un baretto e qualche sdraio da affittare. Se la stagione ce lo consente, crogioliamoci un pochino al sole e magari rigeneriamoci con un tuffo nelle acque cristalline. Risaliamo dunque in sella, e partiamo verso il nostro rifugio per la notte: la Masseria il Frantoio di Ostuni, accogliente struttura in pieno spirito salentino, dove troveremo una camera e tutto quello che ci si può aspettare dalla più autentica cucina pugliese. Il che, ovviamente, si traduce in orecchiette e strascinati a volontà, conditi col sugo di pomodoro e polpette. Tutto rigorosamente preparato artigianalmente, con un calice di Negramaro da gustare tra gli ulivi della masseria.

Il giorno dopo avremo probabilmente la tentazione di rimanere in questa oasi di pace per almeno un mesetto. Ma alziamoci e rimettiamoci in viaggio, per una breve visita nella cittadina di Ostuni, la città bianca, conosciuta per il suo suggestivo centro storico candido come il latte. Qualche foto di rito, magari un caffè, e poi via verso la nostra prossima tappa, Lecce. Il viaggio richiederà un'oretta e mezza abbondante, quindi al nostro arrivo sarà praticamente ora di pranzo. Dirigiamoci quindi verso il Primo Restaurant, un locale gourmet dove potremo assaggiare la cucina della giovane chef Solaika Marrocco vincitrice del Premio Birra Moretti Grand Cru 2017. Una promessa della ristorazione italiana che propone tra le sue specialità i Turcinieddi glassati alla birra con marmellata di cipolla all'arancia, un'ottima reinterpretazione di una classica ricetta pugliese preparata con il quinto quarto.

Dedichiamo dunque il pomeriggio alla visita della città. Piazza del Duomo, che ospita la Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta, è senza alcun dubbio una tappa obbligatoria per ammirare la ricchezza del barocco leccese. Passiamo poi per la centralissima Piazza Sant'Oronzo, dove è possibile ammirare le rovine dell'Anfiteatro Romano, costruito in età augustea, completamente rifatto sotto l'imperatore Adriano, e infine sparito fino ai primi decenni del Novecento, quando è stato ritrovato e riportato alla luce. Risaliamo in sella alla nostra Vespa e spostiamoci di circa un chilometro, per arrivare a Palazzo Massari, meraviglioso bed & breakfast che ci ospiterà per la notte.

Il tempo di una doccia, e magari di un velocissimo pisolino, e poi eccoci pronti per la serata. Ad attenderci c'è un tavolo al ristorante Bros, il locale rivelazione dei fratelli Floriano e Giovanni Pellegrino e della giovane pasticcera Isabella Potì. Il menu, in questo caso, riporta al presente le tradizioni più antiche della zona, giocando su gusti inusuali e proponendo preparazioni come la ricotta forte, una particolarissima ricotta fermentata dal sapore unico. Tra un'animella alla liquirizia e un dolce a base di spaghetti, la nostra cena gourmet giunge al termine. Andiamo a riposare e prepariamo alla nostra ultima giornata di tour.

Il sole sorge e noi salutiamo la cara Lecce. Accendiamo la Vespa e partiamo in direzione Torre dell'Orso, dove arriveremo dopo una quarantina abbondante di minuti. Obiettivo: concederci una mattinata di puro relax su una delle spiagge più belle della zona. Certo, il rischio è che molti altri turisti abbiano avuto la nostra stessa idea, quindi cerchiamo di ritagliarci il nostro spazio, stendere il telo sulla spiaggia e goderci qualche ora sotto il sole. Un tuffo o due, ed ecco che nonostante le ultime 48 ore di grandi soddisfazioni culinarie, il nostro stomaco torna a brontolare. Per dargli pace, facciamo una capatina veloce al BarH84, dove ordineremo una bella puccia, il celebre panino locale imbottito con ogni possibile prelibatezza.

Risaliamo quindi in sella alla Vespa e avviamoci verso Otranto, tappa conclusiva del nostro itinerario. Questa affascinante cittadina, oltre ad essere nota all'Italia intera per la formula “O di Otranto” gridata per decenni in ogni puntata della Ruota della Fortuna, custodisce un affascinante castello costruito nell'XI secolo, che ha ispirato il primissimo romanzo gotico della storia (“Il castello di Otranto” di Horace Walpole, appunto, pubblicato nella seconda metà del Settecento). Visitiamolo e ritagliamoci il tempo anche per vedere la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, prima di sederci a un tavolo del ristorante Classe80 e di ordinare un tripudio di crudi di mare. Il modo perfetto per concludere questa esperienza salentina ad alto tasso di qualità culinaria.

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