Food

Una Torino tutta da gustare, tra bicerin, gianduiotti e farinata

Fine settimana alla scoperta delle prelibatezze del capoluogo piemontese, in un itinerario fra grandi tradizioni e locali dediti all'innovazione culinaria.
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Durata: due giorni in totale

Itinerario: un tour fra i monumenti e i ristoranti della città, per un totale di una ventina di chilometri

Equipaggiamento: occhiali da sole e un bauletto in cui custodire il bottino di souvenir gastronomici

C'è chi sostiene che Torino, dopo aver ospitato le Olimpiadi Invernali nel 2006, abbia iniziato un percorso di rinnovamento capace di renderla ancora più bella. Al fascino immortale dell'atmosfera sabauda si è infatti aggiunto un nuovo spirito di alta vivacità culturale, che a poco a poco è riuscito a contagiare tutto quanto, offerta gastronomica compresa. Saliamo dunque a bordo della nostra Vespa e lanciamoci in un fine settimana alla scoperta della buona tavola torinese, in perfetto equilibrio fra antiche tradizioni e proposte contemporanee.

Per iniziare al meglio il nostro tour, dimentichiamoci per qualche minuto della dieta e buttiamoci in via Lagrange da Guido Gobino: il posto ideale per riscoprire la bontà di sua maestà il Gianduiotto. Rilassiamoci dunque in questa vera e propria gioielleria del cioccolato artigianale, dove ogni pralina ha la bellezza di una pietra preziosa, e magari ordiniamo una degustazione dei prodotti accompagnata dal classico bicerin piemontese, seducente mix di caffè e cioccolato. Un'esperienza unica, che concluderemo portando a casa un barattolo di crema di gianduia, il migliore tra tutti i souvenir possibili.

Salutiamo dunque Guido Gobino e spostiamoci solo di qualche passo per una visita al celebre Museo Egizio di Torino. Poiché non di sole prelibatezze vive il vespista, lanciamoci alla visita di questa rinomata struttura, la seconda più grande al mondo dedicata ai misteri dell'Antico Egitto dopo il museo del Cairo. Papiri, vasi votivi e tecniche di mummificazione, però, potrebbero farci venire un certo languorino, e allora riprendiamo la nostra Vespa e dirigiamoci verso Snodo, un affascinante edificio industriale recuperato e trasformato in un luogo di ritrovo all'insegna della cultura culinaria. Scegliamo così di pranzare da Ristoro, dove troviamo la tradizione piemontese in chiave moderna, con menu a base di tagliatelle, agnolotti, grissini d'autore e filetto di sgombro selvaggio. Aspettiamo però a prendere il caffè.

La nostra prossima tappa è infatti la nuovissima Nuvola Lavazza, imponente campus che celebra il legame tra la città sabauda e il caffè. Qui, oltre a scoprire che l'amatissimo espresso all'italiana è stato inventato proprio a Torino, avremo la possibilità di visitare il museo aziendale del celebre marchio di caffè: un viaggio attraverso un pezzo della storia italiana degli ultimi secoli, attraverso le fasi di produzione di questa bevanda, e sì, anche attraverso le pubblicità più celebri di Lavazza, per poi scoprire le diverse applicazioni del caffè nella cucina contemporanea e gustarsene una tazzina.

Usciamo dalla Nuvola e a cavallo della nostra Vespa dirigiamoci verso i Murazzi del Po. Qui concediamoci una passeggiata in totale relax tra gli antichi approdi delle barche dei pescatori, attraversiamo il ponte Vittorio Emanuele I e visitiamo la Chiesa della Gran Madre di Dio, una struttura affascinante studiata con attenzione anche dagli amanti dell'esoterismo. Avviciniamoci dunque al nostro hotel, il Turin Palace, nei pressi della stazione di Porta Nuova: un prestigioso quattro stelle con una meravigliosa terrazza che si affaccia sull'intero skyline della città, dove potremo gustarci un aperitivo prima di prepararci per la serata.

Ci attende infatti un tavolo da La Gallina Scannata, locale dal curioso nome che nasce dalla collaborazione di altre due realtà molto importanti del panorama torinese: da un lato i proprietari del vicino Ristorante Scannabue, dall'altro il titolare della pescheria Gallina. Ne esce così un meraviglioso mix di tradizioni che strizza l'occhio alla cucina di mare, incastonato in quel di largo Saluzzo, nel quartiere di San Salvario, uno dei cuori della movida cittadina. Gustiamoci un prelibato calamaro ripieno e concludiamo la nostra prima giornata con una passeggiata tra i locali della zona.

Il mattino dopo concediamoci una colazione in totale relax al nostro hotel, per poi risalire sulla nostra Vespa e spostarci in direzione della Mole Antonelliana, senza alcun dubbio il più conosciuto simbolo architettonico della città di Torino. Progettata dall'architetto Alessandro Antonelli nel 1863, e completata nel 1889, questa struttura era stata inizialmente concepita come una Sinagoga: oggi ospita Museo Nazionale del Cinema e un ascensore panoramico che sale circa fino a metà della sua altezza complessiva, pari a 167 metri. Prenotiamo il biglietto per la visita completa e dopo un tour alla scoperta delle icone del grande schermo tricolore godiamoci il panorama circostante, Alpi comprese.

Per pranzo, facciamo un salto in una divertente versione torinese delle catene di fast food a stelle e strisce. L'insegna in questione si chiama M**Bun, da leggersi come Mac Bun: un nome che strizza ovviamente l'occhio a McDonald's, ma che nel dialetto locale si può tradurre come “solo buono”. Si tratta di una strana creatura di slow-fast food, dove gli hamburger proposti sono preparati rigorosamente con carne piemontese e dove al posto della classica Coca Cola troviamo la torinesissima MoleCola, omaggio in lattina alla Mole che abbiamo appena visitato.

Terminato il nostro panino, puntiamo verso Piazza Castello. Qui, oltre a Palazzo Madama, l’antico castello che dà il nome alla piazza, troviamo tre monumenti: quello dedicato all’Alfiere dell’Esercito sardo, quello dei Cavalieri d’Italia e infine quello di Emanuele Filiberto duca d’Aosta. Proseguiamo dunque verso un'altra piazza della città, Piazza San Carlo, dove sorge l'omonimo caffè: un lussuoso locale dell'Ottocento che conserva ancora intatto tutto il suo fascino. Sediamoci a uno dei suoi tavolini e gustiamoci dunque un bicerin sentendoci un pizzico sabaudi. Recuperiamo dunque la nostra Vespa e spostiamoci alla pizzeria Il Padellino, dove oltre alla caratteristica pizza cucinata – appunto – in un padellino, potremo provare un'altra grande specialità della zona: la farinata di ceci. Il modo perfetto per concludere il nostro fine settimana con un sorriso e la pancia piena.

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