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Non solo birra: alla scoperta della buona tavola di Monaco di Baviera

La patria dell'Oktoberfest ci regala un fine settimana magico, con dolci, brezel e tutto il gusto dei grandi piatti della tradizione bavarese.
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Durata: 2 giorni

Itinerario: dal Castello di Numphenburg all'Englischer Garten, per un totale di una ventina di chilometri tra le attrazioni della città

Equipaggiamento: macchina fotografica e una felpa per la sera

Basta sentire nominare Monaco di Baviera per immaginarsi immediatamente seduti davanti a un bancone di legno, a cantare qualche stornello in un tedesco del tutto inventato e a brindare con un grosso calice di birra. Ma questa città, conosciuta a livello mondiale per la sua Oktoberfest, ha molto altro da offrire. Sul fronte delle bellezze artistiche e naturali, certo, ma anche su quello della buona tavola.

Iniziamo allora saltando in sella alla nostra Vespa e fermandoci subito per un'abbondante colazione alla Konditorei Detterbeck, dove possiamo scegliere tra un'ampia selezione di sfarzose torte con nocciole, panna montata e frutta fresca. Un modo perfetto per iniziare la nostra giornata prima di dirigerci verso il Castello di Nymphenburg: un vero e proprio palazzo delle ninfe in stile barocco, un tempo residenza estiva del re della Baviera, che sorge nel bel mezzo di un sontuoso parco alla francese. Da visitare, assolutamente, e da fotografare a più non posso.

Subito nelle vicinanze troveremo il meraviglioso Botanischer Garten di Monaco, uno tra i giardini botanici più celebri e curati del mondo, che custodisce al suo interno oltre 14 mila piante. Tra queste, anche esemplari secolari, tropicali e subtropicali, che si trasformano in rifugi per scoiattoli, ranocchi e tartarughe. Un'ottima idea per concludere la nostra mattinata prima di spostarci verso il centro della città per la nostra pausa pranzo: posteggiamo dunque la nostra Vespa davanti a Brezelina, e godiamoci – come suggerisce il nome del locale - un meraviglioso brezel imbottito con formaggi e prosciutto crudo. Magari facendo un bis.

Indossiamo il casco e puntiamo allora verso il cuore della città bavarese. Arriveremo così nei pressi della Frauenkirche, la celebre Cattedrale di Monaco, famosa per i suoi due campanili frontali sormontati dalle caratteristiche cupole a cipolla in ottone. All'ingresso della chiesa è possibile trovare la Teufelstritt, quella che è stata battezzata “impronta del diavolo”. La leggenda, infatti, racconta che il diavolo avrebbe fatto capolino nella cattedrale per prendersene gioco, in quanto appena entrati non si riescono a scorgere le finestre, nascoste dalle colonne delle navate. Il diavolo, però, fece un passo in avanti, si accorse delle finestre e per la rabbia picchiò talmente forte il piede da lasciare un'impronta indelebile sul pavimento.

Usciti dalla cattedrale regaliamoci una passeggiata nei dintorni, per poi spostarci fino al Buddy Hotel: alloggeremo qui, in questa divertente struttura dalle camere moderne e dai colori vivaci. Dopo esserci sistemati per la serata, salutiamo la nostra Vespa con la promessa di tornare presto da lei e incamminiamoci verso il ristorante Zum Augustiner, una delle birrerie con la storia più antica dell'intera città. Sediamoci a uno dei suoi tavoli, magari anche in giardino o sotto le imponenti arcate dell'edificio, e gustiamoci finalmente un bel boccale di birra, accompagnato dalle migliori specialità bavaresi: magari un sostanzioso stinco di maiale, o qualche wurstel abbondante con senape e salse eventuali. La passeggiata post-brindisi per tornare all'hotel ci permetterà di smaltire un pochino tutte le prelibatezze gustate. O forse no, ma poco importa.

Il mattino successivo salutiamo il Buddy Hotel e risaliamo a bordo della nostra Vespa, per raggiungere il Café Maelu, una graziosa pasticceria dove ancora una volta potremo lanciarci tra torte, strudel di mele e pasticcini. Rinfiliamo nuovamente il casco, però, e proseguiamo verso la nostra destinazione di oggi: l'Englischer Garten, il giardino inglese, un immenso parco pubblico che si estende dal centro della città fino alla sua periferia nord-orientale. Una meraviglia che risale alla seconda metà del Settecento, e che ci regala una miriade di spunti: al suo interno, infatti, sorge il Monopteros, grazioso tempietto a pianta circolare in stile neoclassico; ma sorge anche il lago di Kleinhesseloh, alimentato dal fiume artificiale Eisbach, lungo il quale è possibile rilassarsi e rinfrescarsi.

Per pranzo, raggiungiamo la Torre Cinese, una struttura di 25 metri simile a una pagoda, il cui biergarten può vantare oltre 7 mila posti a sedere. Godiamoci la vista, dunque, ma soprattutto un piatto di costolette di maiale con abbondante salsa. O un altro brezel, imbottito a piacimento. Proseguiamo dunque la nostra visita nel parco, e raggiungiamo la Japanisches Teehaus: una vera e propria casa del tè in chiave nipponica, dove – consultando il calendario degli appuntamenti – è possibile assistere alla tipica cerimonia del tè della tradizione orientale. Un rituale magico, che concluderà al meglio i nostri due giorni in quel di Monaco.

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