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Alla scoperta di Agra: non solo il Taj Mahal

Un tour a bordo della nostra Vespa alla scoperta delle meraviglie culturali, architettoniche e gastronomiche di questa stupenda regione, tra palazzi maestosi e piatti indimenticabili.
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Durata: due giorni da vivere appieno

Itinerario: circa 80 chilometri in tutto

Equipaggiamento: un poncho per far fronte ad eventuali piogge improvvise e una giacchetta pesante per il tardo pomeriggio

Il Taj Mahal, il mausoleo fatto costruire nel 1632 dall'imperatore moghul Shah Jaha per l'amata moglie defunta, è probabilmente il monumento indiano più famoso e celebrato nel resto del mondo. Bianco, splendente, con dettagli da mozzare il fiato, attrae ogni anno nella città di Agra milioni di visitatori. Ma nelle sue immediate vicinanze sorgono altre due meraviglie, entrambe patrimonio dell'Unesco: il magnifico Forte di Agra e il maestoso Fatehpur Sikri. Quindi prepariamoci a salire in sella alla nostra Vespa per soddisfare tutte le nostre curiosità culturali. E gastronomiche, ovviamente.

Svegliamoci presto la mattina, e concediamoci una ricca colazione: una passeggiata nel chaat gali ("la strada degli spuntini") del Sadar Bazaar Market è quello che ci vuole per partire con la giusta carica.  Proviamo un caldo chai (tè speziato), abbinato a dei fumanti samosa o a un besan ka cheela, una sorta di crêpe a base di farina di ceci. Ce n'è davvero per tutti i gusti, anche per chi a colazione preferisce il dolce. Una delle specialità locali è infatti il petha, un dolcetto a base di zucca, da gustare da Panchhi Petha. Pancia piena, sorriso recuperato e siamo pronti per partire.

A un'ora di Vespa dalla città si trova Fatehpur Sikri, una delle più importanti testimonianza di architettura moghul, una perla di stile e bellezza.  Questa fortezza è stata costruita nel 1569 dall’imperatore Akbar, dopo essersi consultato con il santo sufi Shalikh Salim Christi, alla ricerca di buoni auspici per avere figli maschi. La città è stata capitale dell’impero dal 1571 al 1585, prima che la casa regnante si spostasse a Lahore e infine ad Agra. È però curioso scoprire come questo immenso palazzo sia stato in realtà  abitato per pochissimi mesi. I motivi? L'acqua scarseggiava e la posizione lo rendeva facile agli attacchi dei nemici, quindi fu prontamente abbandonato poco dopo la sua costruzione. E anche per questo è arrivato a noi pressoché intatto.

La nostra partenza di buon'ora ci ha regalato l'incanto di poter condividere questo stupendo palazzo con pochi altri visitatori. Ampiamente decorato, è una struttura complessa e curiosa in cui è bello perdersi vagando per le stanze e i grandi cortili. Già, ma cosa si mangia in questa zona? La cucina di Fatehpur Sikri risente dello stampo antico della dinastia Mughal ed è curiosamente ricca di piatti di carne, nonostante più del 30% della popolazione indiana sia di fatto vegetariano: qui abbondano i kebab e gli spiedini di montone e l’immancabile pollo tandoori. I ristoranti non sono tantissimi, quindi è interessante gettarsi letteralmente alla scoperta del miglior street food.

Torniamo verso Agra, e dirigiamoci verso il Forte Rosso, un immenso capolavoro architettonico dal colore rosso intenso (appunto), che al tramonto sa regalare scorci veramente stupefacenti.

Questa gigantesca cittadella fortificata di quasi 400 mila metri quadrati è un piccolo mondo che racchiude capolavori architettonici che si mischiano a misteri. Venne costruito dalla dinastia dei Lodi, ma i Moghul - che li rimpiazzarono - con la scusa di rinnovare il forte, cancellarono tutto quello che era stato, ricoprendo ogni angolo di arenaria rossa e non lasciando dunque alcuna traccia della storia dei loro predecessori. Una netta scelta politica, insomma.

Arrivando con la nostra Vespa, sarebbe bellissimo poter attraversare una delle celebri porte che delimitano gli ingressi, ma purtroppo non è possibile. Dunque parcheggiamola nelle vicinanze e proseguiamo a piedi. Tra le porte di accesso, la più affascinante è probabilmente quella di Delhi – la porta privata un tempo utilizzata dal re -  che oltre ad essere finemente decorata,  è sorvegliata internamente da due statue di elefanti a grandezza naturale. Attualmente, però, chiusa, poiché come ingresso per i turisti viene utilizzata la porta di Lahore.

Il forte ha diverse strutture al suo interno che ricreano in tutto e per tutto un piccolo mondo: da non perdere il Khas Mahal noto anche come Aramgah-i-Muqaddar - un palazzo privato costruito da Shah Jahan per le sue figlie Roshanara e Jahanara, finemente decorato in oro con motivi floreali – e il Sheesh Mahal ,il "Palazzo di vetro", che aveva la funzione di spogliatoio reale, adornato da minuscole decorazioni in mosaico di vetro simili a specchi. Tra questi incredibili dettagli, le curiose piazze e le imponenti moschee, quasi ci dimenticheremo che a due passi da lì c'è anche il famoso Taj Mahal. Che visiteremo comunque il giorno successivo, scattando tutte le foto di rito, dopo una cenetta sopraffina al ristorante Peshawri a base di specialità locali (cucinate nel tipico forno Tandoori) e un'abbondante dose di riposo notturno.

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