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Le note segrete di Cremona, tra violini d'autore e buona tavola

Un itinerario in Vespa alla scoperta della provincia cremonese, dove l'arte e gli strumenti di Antonio Stradivari si fondono con il torrone, la mostarda e le altre specialità della tradizione
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Durata: 2 giorni

Itinerario: partenza da Milano, con tappe a Crema, Pizzighettone e ovviamente Cremona, per un totale di circa 170 chilometri

Equipaggiamento: occhiali da sole e un bauletto per fare incetta di souvenir gastronomici

I veri appassionati lo sanno bene: Antonio Stradivari e Claudio Monteverdi prima, e Mina poi, hanno trasformato Cremona in una delle capitali assolute della musica, conosciuta a livello internazionale soprattutto per la sua inestimabile tradizione legata al mondo dei violini e della liuteria. Ma non solo: perché la provincia di questa affascinante città lombarda può regalare un'infinità di spunti per un weekend ad alto tasso artistico, tra cinema, storia e ovviamente buona tavola. Svegliamoci dunque di buonora, facciamo colazione e partiamo da Milano a bordo della nostra Vespa: prima tappa, Crema.

Dopo una cinquantina di chilometri, arriveremo a destinazione. Parcheggiamo nei pressi del centro cittadino, e concediamoci una passeggiata tra i portici e le architettura storiche che lo impreziosiscono. Visitiamo il duomo, ammiriamo il suo campanile e sentiamoci per qualche istante all'interno di un set hollywoodiano: questo angolo di Lombardia è stato infatti utilizzato come location di alcune tra le scene più celebri di “Chiamami col tuo nome”, il film Premio Oscar con protagonisti Armie Hammer e Timothée Chalamet. Sediamoci allora al tavolino di un bar e davanti a un aperitivo immaginiamoci di condividere la piazza con Elio, Oliver e le loro biciclette.

Ma lo stomaco ci richiama prepotentemente alla realtà, e allora approfittiamone per esplorare le specialità del territorio cremasco. Riprendiamo la nostra Vespa e spostiamoci di qualche chilometro, fino a Madignano. Qui ci aspetta un pranzo alla Trattoria Da Bassano: proviamo i nervetti di vitello e i salami della zona, ma teniamoci pronti soprattutto per loro, i tortelli cremaschi, una specialissima pasta ripiena di amaretti, formaggio grana, uva sultanina e mostaccini. Completiamo il tutto con un cotechino accompagnato dall'immancabile purè di patate e con una porzione di torta sabbiosa. Un caffè, una passeggiata nel paese e siamo pronti a ripartire.

Proseguendo verso Cremona, facciamo tappa a Pizzighettone. Questa meravigliosa cittadina che sorge sulle sponde del fiume Adda è conosciuta soprattutto per due motivi: le sue storiche mura, che oltre a custodire il suggestivo Museo delle Prigioni ospitano spesso e volentieri fiere ed eventi aperti al pubblico; e i fagiolini dell'occhio, coltivati nei suoi dintorni e parte integrante della più celebre ricetta di questo territorio: quella dei Fasulin de l'òc cun le cudeghe, ovvero, i fagiolini dell'occhio con le cotenne di maiale. Un piatto che Pizzighettone celebra solitamente tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre con una sagra dedicata. Da provare, quando le temperature iniziano ad abbassarsi.

Dopo una passeggiata in quel di Pizzighettone, e un caffè di metà pomeriggio che non guasta mai, risaliamo in sella alla nostra Vespa e riprendiamo il nostro itinerario: in una ventina di chilometri saremo arrivati in centro a Cremona. Lasciamo i nostri zainetti all'Astoria City Hotel, accogliente struttura nel pieno cuore della città, e prepariamoci per la cena: ci attende un tavolo all'Hosteria 700, un vero e proprio tesoro della ristorazione cremonese incastonato in un antico palazzo di metà Ottocento. Qui proviamo i risotti, la specialità del locale, o in alternativa i marubini cremonesi, una pasta con ripieno preparato con carne di manzo, maiale e pollo servita solitamente in brodo. E poi guancialino con puré, tarte tatin di cipolle o crespelle al torrone (altro prodotto tipico della città) con fonduta di provolone. Le opzioni non mancano, e la bellezza dell'antica sala rossa, con i suoi soffitti incredibili, i suoi lussuosi lampadari e i suoi giochi di specchi, completerà il tutto. Prima di coricarci, regaliamoci una capatina– e magari un cocktail – nella vicina Piazza della Pace, il cuore della movida notturna di Cremona.

Il giorno dopo, corriamo ad ammirare la Piazza del Municipio illuminata dalla luce del sole. Di fronte al palazzo del Comune troveremo il meraviglioso Duomo della città, piantonato dal Battistero e dal Torrazzo, che con i suoi 112 metri di struttura è il secondo campanile più alto d'Italia: i più sportivi possono decidere di salire i suoi 502 scalini per ritrovarsi ad ammirare Cremona e l'intera zona circostante dall'alto. Ma passeggiando tra le vie del centro, sono le botteghe dei liutai a richiamare la nostra attenzione. Le vetrine espongono violini, viole e violoncelli realizzati artigianalmente a regola d'arte, secondo una tradizione che nel 2012 è stata riconosciuta come Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. La maggior parte di queste botteghe organizza visite guidate ai laboratori di liuteria per appassionati e curiosi, da prenotare in anticipo: un ottimo modo per trascorrere la nostra mattinata.

Una volta imparato tutto – si fa per dire – sui segreti del violino, ci meritiamo un bel pranzetto. Per fortuna ci aspetta un tavolo all'Osteria La Sosta, baluardo della tradizione gastronomica cremonese. Iniziamo con un assaggio del tipico salame all'aglio, o magari con una cocotte di lumache alle erbette cotte in forno, e proseguiamo con gli Gnocchi Vecchia Cremona, una ricetta di gnocchi ripieni ereditata da un manuale del '600. Insieme con il secondo, poi, è assolutamente da non perdere la mostarda, un'altra protagonista indiscussa dei menu della zona. Un semifreddo al torrone andrà a concludere il tutto nel migliore dei modi, prima di riprendere il nostro tour all'insegna della musica.

Passeggiamo per il centro cittadino, fino a raggiungere la casa di Antonio Stradivari, probabilmente il liutaio più celebre dell'intera storia. Una foto ricordo, e poi via verso il Museo del Violino, un'imponente struttura inaugurata nel 2013 che raccoglie una collezione di alcuni tra gli strumenti ad arco più preziosi del mondo, tra cui alcuni esemplari che portano la firma di Giuseppe Guarneri del Gesù. E di Antonio Stradivari, appunto. Se siamo fortunati, oltre ad ammirare l'esposizione potremo assistere a una delle audizioni in programma nell'auditorium del museo. Salutati i violini, fiondiamoci dunque nel centralissimo Negozio Sperlari, dove faremo incetta di torroni, mostarde e souvenir gastronomici da portare a casa. O, in alternativa, alla Pasticceria Lanfranchi, per acquistare una torta torrone, una torta di rose o una caratteristica torta Cremona, preparata con mandorle e confettura di albicocche. Riponiamo il tutto nel bauletto della nostra Vespa e ripartiamo verso Milano, felici per il nostro carico di buona musica, prelibatezze varie e ricordi assolutamente incancellabili.

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