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Vicenza, Palladio e l'architettura perfetta

Un percorso unico sui colli vicentini con tappe nelle Ville Palladiane più famose
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Durata: 3 giorni di pure meraviglie architettoniche
Itinerario: da Vicenza alle ville palladiane nei suoi dintorni, circa 130 km
Equipaggiamento: Abbigliamento comodo, giacca a vento, bauletto per portare a casa qualche bottiglia di Recioto

Alcune zone nel Nord Italia sono delle vere e proprie scoperte che vanno gustate con lentezza. Quale compagna migliore se non la nostra Vespa? Siamo in Veneto, a Vicenza e abbiamo deciso di visitare la città e i suoi monumenti, ma anche i dintorni, perché tutta quest’area è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità insieme alle Ville Palladiane sparse per tutta la provincia. Una cosa non da poco, insomma.

Iniziamo il nostro tour per Vicenza dal centro storico, tra i più antichi di tutta la regione, e ci innamoriamo subito sia della splendida Loggia del Capitanio sia della Basilica Palladiana, restaurata e finalmente riaperta al pubblico dal 2012. Non ci facciamo mancare una visita sulla terrazza panoramica, dove decidiamo di pranzare ammirando la città dall’alto. Nel pomeriggio rimaniamo in città, dove troviamo altre tre meraviglie di Andrea Palladio: il Palazzo Chiericati, il Palazzo Barbaran da Porto e il Palazzo Valmarana. A questi però si aggiunge l’opera architettonica del Teatro Olimpico, semplicemente eccezionale. Finiamo la nostra prima giornata in Veneto con una cena in uno dei ristoranti più tipici della città: Al Pestello, che non tradisce la ricetta tradizionale del baccalà mantecato dal 1910.

La mattina dopo ci godiamo il risveglio al B&B Portico Rosso, una casa del ‘400 completamente restaurata e ristrutturata con molto stile, e la colazione alla Pasticceria Venezia, ma risaliamo velocemente in sella alla Vespa, perché ci aspettano le colline intorno a Vicenza e con loro altre architetture straordinarie. Ci dirigiamo verso sud e poco dopo essere usciti dalla città, sul colle che domina tutto il panorama, ecco il Santuario di Monte Berico, composto da una chiesa gotica e una del ‘600 e che conserva al suo interno alcune opere storiche, come la Cena di S. Gregorio Magno firmata da Paolo Veronese.

Dopo un’immersione in questi dipinti, lasciamo i colli per scendere di nuovo in pianura e arrivare alla prima delle visite palladiane fuori città: l’elegantissima Villa Valmarana ai Nani. Il nome arriva direttamente dalle statue di 17 nani in pietra che abitavano il giardino e che ora spiccano sul muro di cinta. No, non sono quelli di Biancaneve, nel caso qualcuno chiedesse. Lasciamo la Vespa nel grande piazzale ed entriamo nella villa per scoprire che la famiglia Valmarana ci abita ancora, ma che per fortuna una buona parte della struttura è visitabile. La Palazzina e la Foresteria sono affrescate da Giambattista e Giandomenico Tiepolo, chiamati nel 1757 dal proprietario, Giustino Valmarana, mentre sulla parete principale del salone centrale è appeso il più famoso ritratto di Andrea Palladio. Una vera chicca.

Lasciate alle nostre spalle questa meraviglia e accompagnati dal piacevole suono del motore della Vespa, arriviamo poi alle porte di uno dei simboli architettonici più conosciuti: la Villa Almerico-Capra, detta La Rotonda, famosa per la sua pianta centrale e perché, tra tutte le Ville Palladiane, è quella che forse più s’inserisce in armonia con la natura che la circonda. Mentre la giornata volge al termine percorriamo le strade statali che tagliano i colli e i paesi della provincia vicentina per arrivare all’Agriturismo La Pajerina dove soggiorniamo avvolti in un relax campagnolo speciale.

Per l’ultimo giorno ci siamo lasciati ancora qualche villa e un po’ di tempo per perderci nella natura in compagnia della Vespa. Villa Cordellina Lombardi è la nostra prima tappa della giornata, vicino a Montecchio Maggiore. L’architetto qui è Massari, ma lo zampino di Palladio è comunque presente sulla facciata. Rimaniamo poi sulle strade provinciali e dirigiamoci verso il colle della Fratta alla Villa da Porto, chiamata La Favorita. Qui di Palladio c’è lo stile e non la firma, ma l’equilibrio delle forme e le geometrie così pronunciate gli fanno assoluta giustizia.

La Vespa sale e scende lungo colline, ponti e strade. Ci lasciamo alle spalle campi coltivati e filari di alberi che portano verso cascine e abitazioni private e infine, ultima tappa architettonica del nostro tour, ecco la Villa Trissino, anch’essa esempio emblematico dell’espressione architettonica palladiana. Sulla strada del ritorno ci regaliamo una sosta all’azienda vinicola Menti dove possiamo scoprire alcuni dei loro vini da uva Garganega, come il Recioto di Gambellara o il Vin Santo: degustiamoli, sempre con la massima moderazione, e torniamo in sella carichi di souvenir, per tornare a Vicenza e concludere al meglio questo magico tour tra colline e ville da mozzare il fiato.

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