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Borghi incantati d'Italia: alla scoperta della Liguria di Ponente

Tre giorni di pura magia ligure, fra arte, teatri sotto le stelle, osterie nascoste e tanta voglia di concedersi un tuffo in mare.
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Durata: tre giornate piene.

Itinerario: da Genova a Dolceacqua, andata e ritorno, 394 chilometri.

Equipaggiamento: costume e infradito per la spiaggia, scarpe comode (e soprattutto chiuse) per arrampicarsi tra le strade dei borghi.

Borghi incantati, percorsi intricati tra stretti carrugi, archi e castelli. La nostra cara Vespa ci accompagna alla scoperta dei luoghi magici della Liguria di Ponente, attraverso le provincie di Imperia e Savona. Portandoci anche ad assaggiare le specialità e i prodotti tipici della zona, ovviamente. Partiamo allora da Genova, ma non senza aver fatto una bella scorta di focacce, che si sa, il viaggio in sella mette fame. Casco allacciato, e via verso la costiere di Ponente: la prima tappa è Verezzi, a un paio d'ore di distanza dal capoluogo. Ci lasciamo il mare alle spalle e saliamo verso il piccolo borgo a picco sulla scogliera, uno dei borghi più belli d'Italia.

Ogni angolo, vicolo o slargo sembra fatto apposta per una sosta foto, tra le case di pietra rosa e i fiori alle porte, le terrazze bianche e gli orti. Le abitazioni addossate l'una all'altra ricordano le architetture arabe, e in effetti la leggenda vuole che i Saraceni, approdati dal mare, si innamorarono di questi panorami e costruirono qui una piccola roccaforte. Se siamo fortunati possiamo assistere a uno degli spettacoli teatrali all'aperto. Ogni anno l'appuntamento è nella piazza Sant'Agostino: sopra il cielo stellato e di fronte il blu notte del mare, una vera magia.

Pronti allora per testare il piatto del borgo? Non si può andare via senza aver provato le lumache alla verezzina, preparate in umido con una lunga cottura che garantisce loro il massimo sapore. Prima del tramonto possiamo tornare verso il mare e goderci le ultime ore di spiaggia a Borgio, la parte marittima di Borgio Verezzi. Una volta parcheggiata la Vespa, chi ha voglia di andarsene dalla spiaggia? Meglio fermarsi a dormire in uno degli alberghetti che danno sul mare (come l'albergo Rivamare) e ripartire la mattina successiva. Magari dopo un tuffo veloce.

Proseguiamo il nostro tour sulle due ruote verso Alassio, che dista meno di un'ora. Già, Alassio, proprio lei, quella del muretto. Impossibile non vederlo, è ricoperto di piastrelle in ceramica e ospita le firme dei protagonisti dello spettacolo e della musica del secolo scorso, tra cui Mike Bongiorno, Lucio Dalla e Fabrizio De André. Ma anche Ernest Hemingway, giusto per gradire. Concediamoci dunque una sessione di shopping, tra abbigliamento e dolci: solo qui, infatti, si trovano i veri baci al cioccolato, con impasto di cacao e nocciole. Pare che i migliori si comprino da Pane Burro e Marmellata in via Torino. Non possiamo certo ripartire senza scorta.

Con il nostro bottino ci rimettiamo in strada e in meno di un'ora raggiungiamo Cervo. Batterie della macchina fotografica cariche, perché si dice sia tra i borghi più fotogenici d'Italia. Lasciamo momentaneamente la nostra Vespa all'ingresso del borgo, e incamminiamoci in un dedalo di vicoli stretti che ci condurrà al balcone sul mare della piazzetta dei Corallini, con la bellissima chiesa. L'effetto wow è assicurato. Perdiamoci tra le botteghe degli artisti e degli artigiani sognando di comprare tutto, ma proprio tutto, tra ceramiche, monili, corallo e oggetti in cuoio e vetro. Fermiamoci per una cenetta di pesce da Serafino, dove tutti i giorni si crea il menu sul pescato locale, e perché no, fermiamoci qui per la notte in una delle stanze o degli appartamenti a disposizione.

Svegliarsi in un borgo bello come quello di Cervo rende l'addio davvero complicato. Ma la tappa successiva è altrettanto magica, quindi rimettiamoci in sella alla Vespa e puntiamo il navigatore su Bussana Vecchia. In meno di un'ora ci sentiremo catapultati in un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato. E in effetti è un po' così. Alla fine dell'Ottocento un terremoto distrusse tutto e il borgo rimase disabitato, fino a quando un gruppo di artisti lo rianimò negli anni Sessanta. Per questo spesso è ancora chiamato "Il paese degli artisti", con botteghe e atelier che si affacciano sui vicoli stretti ed espongono tele astratte, sassi dipinti, pipe artigianali e burattini. All'ora di pranzo la tappa è obbligata all'Osteria degli Artisti da Davide, il locale più antico del borgo. Qui la cucina ligure è servita in terrazza sotto le viti e con la vista sul golfo. Uno di quei panorami dei quali non si vorrebbe mai fare a meno.

Dopo l'ammazzacaffè ci spostiamo a Dolceacqua, ultima tappa del nostro itinerario tra i borghi incantati della Liguria. Di questo paesino si innamorò anche Claude Monet, che lo dipinse in quattro delle sue opere. Le promesse sono più che positive: atmosfera medievale, stradine arroccate e castello che ci attende in altura seguendo i carrugi che si inerpicano in una ragnatela di stradine così fitte da non far passare la luce del sole. Prima di salire al castello, non possiamo dire di no a un bicchiere di Rossese di Dolceacqua, un vino dolce del posto che si può degustare nelle enoteche del posto. Senza esagerare, ovviamente, perché a breve dovremo metterci alla guida. Concediamoci una visita, e riprendiamo la nostra Vespa per tornare a Genova. Con il cuore traboccante di magia ligure.

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