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In viaggio tra i templi del Tamil Nadu

Un suggestivo itinerario nel Sud dell'India fra strutture sacre, spiagge incantevoli e coloratissime proposte gastronomiche vegetariane.
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Durata: 4 giorni, ma con tempi più rilassati si può arrivare anche a 7, senza annoiarsi

Itinerario: circa 400 chilometri costellati di templi unici al mondo

Equipaggiamento: diversi cambi di vestiti, impermeabile d'ordinanza e borraccia termica. Volendo anche un costume.

Il Tamil Nadu, lo stato che chiude a Sud l'enorme penisola indiana, è una perla di ricchezze, paesaggi bollywoodiani e bellezze inaspettate. Con un futuro che fa pressione sul passato, in un curioso mix di storia antica e suggestioni moderne sublimato da una gustosa tradizione gastronomica. Saliamo dunque a bordo della nostra Vespa e lanciamoci all’esplorazione di questo territorio, senza fretta, a partire dalla capitale Chennai.

La mattina presto è il momento migliore per infilarsi, dopo un buon caffè, tra le alte scaffalature della meravigliosa Biblioteca di Connemara: si tratta di un capolavoro di bellezza e maestosità, con una quantità impressionante di volumi raccolti. Questa biblioteca dall'aria coloniale custodisce infatti tutti i libri e tutti i giornali pubblicati in India. Il fascino dei volumi è travolgente, e le alte colonne che s’intrecciano con le vetrate illuminate dalla luce del mattino ci lasciano letteralmente senza parole.

Salutiamo i libri e riprendiamo la nostra Vespa, facendoci largo in mezzo al traffico. Ci tuffiamo subito nell'aria mistica del Sri Parthasarathy Temple, un tempio indù Vaishnavita dell'VIII secolo dedicato a Krishna. La struttura in questione è tra le più antiche di tutta la città di Chennai: esempio di architettura dravidica, avvolge i visitatori in un’atmosfera unica. Tra febbraio e marzo, inoltre, viene celebrato ogni anno il festival Theppam.

Prima di ripartire alla scoperta della città, però, è necessario riempirci la pancia: a due passi dal tempio troviamo il Bharathi Mess, un ristorantino davvero gustoso con la cucina tipica del sud dell'India. La specialità della casa sono gli idli, tortini di riso da gustare con i diversi tipi di curry. Spostiamoci poi verso il gigantesco Fort St. George, la prima fortezza costruita dagli inglesi nel 1644: la chiesa di Santa Maria, presente al suo interno, ricorda moltissimo l'abbazia di Westmister. Con il vento tra i capelli ci dirigiamo poi verso Marina Beach, una spiaggia infinita che affaccia sul Golfo del Bengala. Qui l’imperativo è “riposo assoluto”, magari anche sorseggiando un buon cocktail al tramonto. È il luogo perfetto per concludere la nostra prima giornata.

Il secondo giorno incomincia con una visita al celebre Broken Bridge: in tanti consigliano di vederlo al tramonto, ma l'alba è forse il momento migliore. Costruito nel 1967 per aiutare i pescatori nell'attraversamento del fiume Adayar, è crollato dopo solo dieci anni a causa delle forti correnti . E da allora è lì, immobile e surreale, avvolto da un alone di mistero. Salutiamolo mentre il sole sorge e prepariamoci a una lunga traversata in Vespa fino a Kanchipuram, una delle sette città sacre dell'India, costellata di templi antichi e meraviglie di altri tempi.

Prima di partire con la visita alle strutture sacre, però, concediamoci una piccola pausa per lo shopping. La città di Kanchipuram, d’altronde, è famosa per i suoi splendidi sari: donne da tutta l'India vengono qui per cercare il vestito perfetto per il proprio matrimonio. Per pranzo scegliamo i coloratissimi thali dell’Hotel Saravana Bhavan: le sfumature, i profumi e la quantità di suggestioni di questi grandi piatti misti di prelibatezze a base di verdure sono incredibili.

A questo punto, però, l’interrogativo principale diventa questo: quali templi visitare tra gli innumerevoli palazzi storici ricchi di meraviglie di questa città? Il più consigliato è sicuramente il Kamakshi Amman Temple, che rende omaggio a una delle forme della dea Parvati. Nonostante agli stranieri venga vietato l'ingresso alla parte centrale dell’edificio si rimane comunque incantati dal suo candore. Non dimentichiamoci però delll’Ekambaranatha Temple, il più grande e imponente della città, con la sua Gopuram - la torre all'ingresso - alta ben 59 metri. Mentre all’ora del tramonto prendiamo la nostra Vespa e dirigiamoci verso il Kachapeshwarar Temple: una vera e propria oasi di pace.

Il terzo giorno di viaggio inizia con una tappa lungo la Gandhi Road, dove troviamo il Varadaraja Temple. Si tratta del tempio più lontano dal centro della città, ed è circondato da imponenti mura che lo isolano da caos e clacson. La pace vera però si trova solo ed esclusivamente nella 1000-pillared-hall, ovvero la stanza dalle 1000 colonne, che oggi ne può contare in realtà un centinaio, decorate con i diversi momenti della vita di Vishnu.

Con in tasca un paio di samosa, il popolarissimo fagottino ripieno di verdure miste della tradizione locale, partiamo alla volta di Auroville: una città concepita come un progetto utopistico all’insegna della pace e dell’armonia, che ambisce a proporre ai suoi cittadini un modello di vita senza denaro, governo, religione o urbanizzazione sregolata. Fondata nel 1968 da un gruppo di hippy votati alle "comuni", è una cittadina completamente alimentata a energia solare, che può contare 2500 cittadini permanenti e una media stabile di 5000 visitatori che si alternano nei suoi alloggi. Una realtà tutta da scoprire. Ma anche ad Auroville, lo sappiamo bene, bisogna pur mangiare: la forte presenza di residenti italiani ha portato ad aprire numerose pizzerie qua e là, ma noi preferiamo gli abbondanti e gustosi piatti di Dharma Swasti, prima di riposare dopo una giornata davvero intensa. Proviamo, per esempio, i momo vegetariani, che il ristorantino prepara secondo la tradizione tibetana.

Il quarto giorno, poi, dirigiamoci verso la costa, e più precisamente verso l'affascinante città di Mamallapuram: chiamata anche Mahabalipuram, si tratta di un patrimonio Unesco dalle origini antichissime, la cui nascita si interseca con la mitologia. Qui troviamo una serie impressionante di templi da visitare, per foto ricordo semplicemente da mozzare il fiato. Girare la "terra delle Sette Pagode" in Vespa, inoltre, è l'ideale: possiamo comodamente spostarci tra un tempio e l'altro senza il problema del traffico.

Dirigiamoci dunque all’Arjuna’s Penance: si tratta di un gigantesco bassorilievo scolpito sulla superficie di un blocco di granito lungo 29 metri. Lo spettacolo è unico. Certo, comprendere appieno il significato delle diverse decorazioni che presenta può non essere semplice: c’è chi sostiene si ispirino alla penitenza dell’eroe epico Arjuna e chi invece alla discesa delle acque sacre del Gange sulla terra. Essendo la città sulla costa, però, non poteva mancare un tempio sul mare. Lo Shore Temple si affaccia sul Golfo del Bengala: pare che un tempo fosse parte di un complesso di sette santuari, ma che sia di fatto l'unico ad essere rimasto in piedi dopo l'arrivo di uno tsunami.

Tutto meraviglioso, sia chiaro, ma è arrivato il tempo di rilassarci un po' lungo le ampie spiagge di Mamallapuram. Queste distese di sabbia non sono attrezzate, ma l'acqua non è fredda e potremmo pensare di concederci un tuffo. Giusto il tempo di asciugarci, e poi cerchiamo un tavolo presso qualche locale nelle vicinanze, come il delizioso ristorante Searock Restaurant, dove gustare pesce appena pescato sulla spiaggia di fronte. Chiamata, appunto, Fishing Beach. Una passeggiata veloce in riva al mare, e poi ripartiamo verso Chennai, ma non prima di aver fatto tappa alle Tiger Cave, un curioso tempio scavato nel granito, decorato con le immagini di undici tigri: un vero gioiellino, da visitare assolutamente prima di concludere la nostra esplorazione del Tamil Nadu.

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