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Perle nascoste: alla scoperta dell’arcipelago di Côn Đảo

Un tour tra la storia e le spiagge caraibiche delle isole più remote del Vietnam
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Durata: tre giorni in totale.

Itinerario: una cinquantina di chilometri totali, senza timore di perdersi sull'unica via principale.

Equipaggiamento: crema solare ad alta protezione, anti zanzare versione tropical, borraccia per mantenere l’acqua fresca tutto il giorno.

Forse qualcuno è convinto che il Vietnam sia sostanzialmente una penisola, affiancata da una sola, unica isola, quella di Phu Quoc? Niente di più sbagliato. Cercando con cura e con vero spirito da viaggiatori è facile accorgersi che in realtà ci sia anche un piccolo arcipelago nascosto. Che sì, come ogni cosa di valore merita la fatica di essere scoperto. L’arcipelago in questione è quello di Côn Đảo, e vanta una storia travagliata e affascinante; la sua isola principale, Côn Sơn, è il posto ideale per scorrazzare qua e là in sella alla nostra Vespa, tra una spiaggia attrezzata e qualche angolino solitario.

Questo piccolo paradiso tropicale non è però sempre stato sinonimo di relax e vacanze: Côn Sơn, ricca di antichi edifici coloniali dal fascino decadente, è stata tra gli anni '60 e '70 una prigione durissima per prigionieri politici. Oggi quelle celle sono visitabili, e portano ancora i segni delle condizioni in cui vivevano i carcerati. Ma partiamo dal principio.

Per arrivare a  Côn Sơn, che come abbiamo già accennato è la più grande delle 15 isole che compongono l’arcipelago, prendiamo un breve volo di 45 minuti da Saigon. Ci sembrerà di fare un viaggio nel tempo: la lontananza dalla terra ferma ha mantenuto l'intera area in condizioni quasi incontaminate. L’80% dell’isola è ancora intoccato e boscoso, habitat perfetto per un folto numero di animali; così come il mare, dove potremo nuotare con dugonghi e tartarughe.

Per vedere con calma l'intera zona, senza fretta e con qualche meritata pausa relax e di gusto, ci basteranno tre o quattro giorni, così da goderci anche le spiagge più remote e difficili da raggiungere. Il primo giorno, dunque, incominciamo l’esplorazione partendo dalla cittadina centrale, capoluogo dell’isola. Ma non prima di aver fatto colazione con un'abbondante scodella di phở: questa zuppa di spaghetti di riso tipica della tradizione vietnamita viene servita il più delle volte con carne di manzo o di pollo, ed è a base di coriandolo, lime e germogli di soia che andremo ad aggiungere noi stessi, a piacimento. Scegliamo uno dei numerosi localini che propongono questa specialità prima di lanciarci in una passeggiata culturale per il centro. E poi via per un pizzico di relax sulle spiagge cittadine.

Al centro del lungomare si trova ancora la vecchia dogana francese, fiancheggiata da due splendidi mandorli secolari, lì, immutabile, quasi ferma nel tempo. La struttura si propone come caffè la mattina, o come cocktail bar la sera, ed è un posto decisamente curioso per una pausa a tutto gusto. Il tutto con affaccio diretto sul molo noto come Wharf 914: il numero è quello dei prigionieri che morirono nel corso della sua costruzione. La zona, poi, propone un curioso mercato e tantissimi ristoranti, dove gustare le migliori specialità vietnamite cucinate sul momento, e ovviamente tutti i prodotti del mare: presso il Binh Nguyen Shellfish Eatery, per esempio, si può fare incetta delle più svariate tipologie di piatti a base di ostriche e altri molluschi. Non esiste un menu vero e proprio, ma il proprietario ci consiglierà in base al pescato del giorno

Dopo pranzo prendiamo dunque la nostra Vespa e dirigiamoci verso la spiaggia più vicina alla cittadina, la vivace Lo Voi Beach, una lunga striscia di sabbia bianchissima che spunta dopo aver attraversato la natura più intensa. Unico inconveniente? Qui l’effetto delle maree si fa sentire: la mattina, infatti, potrebbe capitarci di vedere barche spiaggiate che al pomeriggio navigano a gonfie vele. A poca distanza troveremo anche An Hai Beach, nota anche come Con Son Beach, dove si affacciano i resort più belli dell’isola: qui l'ormai ex famigliola felice di Brad Pitt e Angelina Jolie trascorse una vacanza che portò la località sotto i riflettori globali.

La spiaggia, sempre bianchissima, è in assoluto la più facile da raggiungere, ed è quella che ci offre lo scenario caraibico più suggestivo, tra mare, palme e le verdi montagne alle nostre spalle. Detto tra noi, si tratta anche del punto migliore dove fermarsi a guardare il tramonto, mentre i surfisti escono per conquistare le onde. Godiamoci dunque un cocktail in uno dei localini che si affacciano sul mare mentre il sole scende in lontananza e prepariamoci a rientrare in città per la serata. Per cena, un'abbondante insalata a base di pesce e frutti di mare da Thu Ba Seafood Restaurant, magari accompagnata da una delle speciali hot pot del locale.

Il secondo giorno partiamo all’esplorazione degli angoli più remoti di Côn Sơn: con una buona dose di avventura nel serbatoio della nostra Vespa, e un pranzo al sacco per rifocillarci sotto il sole, puntiamo alla costa occidentale dell’isola, in direzione del Parco Nazionale. Appena fuori città, ad un solo chilometro di distanza, si trovano le rovine di Ma Thien Lanh Bridge, uno degli angoli più commoventi della storia passata dell’isola. Nel 1930 i colonialisti francesi costrinsero i prigionieri a trasportare rocce e massi per la costruzione di questo ponte sulla montagna Núi Chúa, e 356 prigionieri persero la vita a causa della mancanza di cibo, del clima e dei maltrattamenti subiti. Solo le basi di questa opera vennero di fatto completate, e ad oggi di quel ponte restano ancora soltanto i monconi: il progetto fu infatti lasciato volutamente incompiuto dopo la Rivoluzione.

Dopo questa tappa storica, lasciamo la Vespa all’ombra e raggiungiamo a piedi le tre spiagge di  Ong Dung, Bang e Dat Tham: in questo punto si ha davvero la sensazione di essere stati catapultati dentro una puntata di Lost. La sera, dopo una mezza giornata abbondante di sole e vita da spiaggia, torniamo in città giusto in tempo per un aperitivo nel movimentato Bar 200, dove servono ottimi cocktail e sì, volendo anche qualche proposta di cibo “occidentale”, dall'hamburger alla pizza. Giusto per una veloce parentesi culinaria tra le varie specialità del luogo.

Il nostro terzo e ultimo giorno scegliamo l’opzione avventura, per andare alla scoperta della seconda isola dell’arcipelago per dimensioni: Hòn Bảy Cạnh. Ricoperta per lo più da foreste pluviali, ospita specie rare di animali ed è una piccola gemma per gli appassionati di tartarughe. Su questa piccola isoletta ci sono infatti ben 14 allevamenti di tartarughe, e durante i mesi da aprile a settembre, è possibile vederle mentre depongono le loro uova. Ovviamente si può raggiungere solo via barca, meglio con un tour giornaliero che ci porta a spasso per le baie più belle e le altre isolette che circondano Côn Sơn. Una volta tornati alla base, riprendiamo la nostra Vespa e torniamo ancora una volta nel centro abitato di Côn Sơn: per la nostra ultima cenetta sull'isola scegliamo il Quan An Gia Minh, ristorante specializzato in noodles fatti a mano. Disponibili in una ricca serie i varianti, tra cui anche quella vegetariana.

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