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Tra paesaggi e specialità della Valle d'Aosta

Una full immersion tra natura e buona tavola per godere appieno di questa bellissima regione.
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Durata: 3 giorni, un weekend lungo.

Itinerario: da Aosta a Gressoney, per un centinaio abbondante di chilometri

Equipaggiamento: un telo per il pic nic, scarpe comode e zainetto d'ordinanza

La Valle d'Aosta è un susseguirsi sinuoso di laghetti azzurri, polmoni verdi e spettacolari viste sui monti. Ma anche di castelli, tesori nascosti tra chiese e antichi teatri, il tutto condito da squisite specialità enogastronomiche. Partiamo dunque dal suo capoluogo per fare il pieno di storia: parcheggiamo la Vespa e partiamo all'esplorazione del centro storico di Aosta, che si gira agevolmente a piedi. Forse non tutti sanno che questa città conserva importantissime testimonianze dell'antica Roma. Iniziamo allora dall'Arco di Augusto per immergerci subito nel clima dell'antica Roma, e da lì in 5 minuti raggiungiamo Porta Pretoria, l'antico accesso alla città che fu fondata nel 25 a.C. con il nome di Augusta Pretoria: si tratta di una delle porte romane meglio conservate al mondo. Da lì raggiungiamo in pochi passi i resti del Teatro Romano. Della grande struttura che ospitava fino a 4 mila persone, rimane oggi un'unica facciata alta 22 metri che si staglia sul panorama montuoso. Impossibile non fotografare.

Una pausa pranzo tra le specialità locali è però doverosa: a La Bottegaccia in via Sant'Anselmo riprendiamo le forze con una degustazione di salumi e formaggi che hanno tutto il sapore autentico della zona. Fontina, Reblec, Brossa. Proseguiamo il nostro tour nell'antica Roma seguendo le orme della cinta muraria, facendo sosta nelle botteghe di artigianato locale. Facciamo poi tappa al B&B Ma Ville, in pieno centro storico, così da poter godere anche dei monumenti illuminati la sera e di una cenetta in uno dei ristoranti tipici. Pronti per la polenta? Domanda retorica, ovviamente.

Il giorno dopo lasciamo la città subito dopo la colazione, non senza esserci preparati il pranzo al sacco per una sosta nel verde. A bordo della Vespa in mezz'ora siamo al Castello di Fenis, una vera e propria chicca che al suo interno conserva splendidi affreschi. Acquistiamo i biglietti per la visita e lasciamoci guidare alla scoperta di questa residenza e dei suoi affascinanti arredi. Il camino della cucina ospita una delle cappe più grandi d'Europa: con i suoi 18 metri di altezza, riusciva a riscaldare l'intero Castello. Ma l'effetto sorpresa ce lo regalano gli affreschi quattrocenteschi della cappella privata e quelli del cortile, perfettamente conservati. Ultime foto al Castello e torniamo sulle due ruote, direzione natura. In mezz'ora arriviamo al Parco Naturale Mont Avic, dove passeremo il resto della giornata tra boschi, laghetti e paesaggi incantati. Per non perderci seguiamo uno dei sentieri con segnaletica, lungo il quale potremo sostare in uno dei punti panoramici per il pranzo.

A fine giornata, dopo il pieno di natura, ci rimettiamo in strada con un solo pensiero: riposo e buon cibo. Solo quindici minuti ci separano da Arnad, patria dell'eccellente lardo Dop, l'unico certificato in tutta Europa. Stagionato con sale, spezie e aromi di montagna è tra le eccellenze imperdibili del territorio. E noi non vogliamo certo perdercelo. Per la notte ci fermiamo all'Hotel Armanac, nel cui ristorante possiamo soddisfare il nostro desiderio di lardo Dop, qui servito con il tipico pane nero, miele d'acacia e frittelle di mele. Oppure come condimento per un piatto di spaghetti con cipolla gialla e aromatizzati alla grappa nostrana o a completamento del prosciutto cotto alla griglia.

Il terzo giorno inizia tutto in salita. Cominciamo con una prima tappa a Issime, un piccolo centro nella Valle del Lys immerso tra prati e boschi, perfetto per sgranchire le gambe. Ma non dimentichiamo una sosta d'arte: la chiesa di San Giacomo Maggiore colpisce subito per il grande affresco del Giudizio Universale che decora la facciata, e i tesori continuano all'interno, con l'altare maggiore del Seicento, in legno scolpito e dorato. Dopo qualche giorno di viaggio è giunta l'ora di provare un altro piatto forte della cucina valdostana: la zuppa a base di pane nero, formaggio e verza. Ci fermiamo all'Agriturismo il Mulino dove, per ingannare l'attesa, potremo provare anche i salumi locali, tra cui la tipica motzetta, una speciale carne essiccata di bovino, camoscio, cervo o cinghiale. Ma senza esagerare, perché dopo pranzo ci rimettiamo in sella alla volta di Gressoney St. Jean, una perla ai piedi del Monte Rosa.

In sella alla Vespa andiamo dritti al Lago Gover, poco fuori dal centro abitato, indimenticabile con le sue acque verde smeraldo nelle quali si riflette lo splendido paesaggio con la sagoma del Monte Rosa. Una passeggiata intorno al lago e poi via verso il centro storico dove si alternano le tipiche case della cultura Walser, tutte da fotografare. La chiesa di San Giovanni Battista, seppur ricostruita nel Settecento, vale una visita insieme al piccolo cimitero che si sviluppa subito accanto. Pausa caffè? Tra questi viottoli c'è solo l'imbarazzo della scelta. Vietato fare merenda senza i torcetti, biscotti friabili dalla tipica forma a goccia vuota, friabili e ricoperti di zucchero di canna.

Recuperiamo quindi la nostra Vespa e avviamoci verso il Castello Savoia, fatto costruire dalla regina Margherita a fine Ottocento per la villeggiatura estiva. La visita parte dal giardino botanico che lo circonda, con specie tipiche dell'ambiente alpino, e prosegue nelle sale del castello, tra decorazioni lignee e bellissime sale con panorami mozzafiato sulla valle. La regina non se la passava affatto male, insomma. Per la notte fermiamoci all'Hotel Ristorante Flora Alpina, dove concluderemo in bellezza il tour enogastronomico con un quesito basilare: crespelle alla valdostana o cervo coi mirtilli? Nel dubbio la risposta suggerita è “tutti e due, grazie”.

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