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La Petit Paris del Vietnam: alla scoperta di Da Lat

Un itinerario attraverso le bellezze di questa affascinante città, tra case pazze e giardini ai limiti del surreale.
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Durata: una giornata intensa

Itinerario: tra le bellezze della città, per un totale di circa 22 chilometri

Equipaggiamento: crema solare, numerose bottiglie d'acqua

Lontano dalla calura delle metropoli, tra le montagne di un altopiano, sorge Da Lat. Una cittadina dall'animo e dalla bellezza coloniale, che secondo la tradizione popolare "offre la felicità ad alcuni, e ad altri la frescura". Un motto curioso, che racconta in qualche modo lo spirito di quella che viene definita la Petit Paris del Vietnam. Saliamo dunque a bordo della nostra Vespa e lanciamoci in una giornata alla scoperta di questa affascinante destinazione.

Partiamo presto, ma non prima di aver preso un buonissimo caffè vietnamita all'uovo da Bycicle Up, un posticino apparentemente anonimo, ma che al proprio interno custodisce Una volta ricaricati, la nostra prima tappa è il Đà Lạt flower Garden. Ricchissimo e con composizioni floreali al limite dell'acrobatico, questo enorme giardino ospita dal 1966 più di 300 tipi di fiori autoctoni, per una passeggiata incantevole in qualunque stagione dell'anno.

A circa 4 chilometri di distanza, poi, troviamo un altro parco, incredibilmente, meravigliosamente immolato sull'altare del kitsch: si tratta della Valley of Love (la Valle dell'amore, ovviamente), dove senza alcun dubbio potremo incontrare numerose coppie di sposi pronte a essere immortalate tra statue di buoi e decine di cuori dal dubbio gusto. Il parco in questione pullula dei cosiddetti "cowboy di Đà Lạt", un squadra di ragazzi che vestiti di tutto punto come veri mandriani ci proporranno giri a cavallo lungo il lago. Perché andarci? Semplice, si tratta di un'esperienza surreale molto, molto divertente. E la vista, sulla vallata e sul lago sottostante, è semplicemente meravigliosa. Per pranzo, facciamo tappa in un localino battezzato The Muse: proviamo il gustoso chicken bahn mi, un panino imbottito con pollo e verdure, e uno degli yogurt artigianali preparati in casa.

Rimettiamoci dunque in sella, perché è tempo di scoprire un altro luogo curioso che ha reso la "Petit Paris" così famosa a livello internazionale. La tappa seguente del nostro itinerario è la Casa Pazza di Hang Nga, una stramba sperimentazione architettonica che richiama il surrealismo e le opere di Antoni Gaudì nel suo sfarzo creativo più estremo. La struttura di questa enorme villa, voluta dalla proprietaria Dang Viet Nga, si ispira alla natura circostante e alle creazioni dell'artista catalano, mischiando tra di loro universi e stili distantissimi tra loro: ecco allora la stanza della tigre (simbolo della Cina), accanto a rappresentazioni di aquile (che simboleggiano l'America) e di formiche, che ricordano il duro lavoro del popolo vietnamita. Scale, cunicoli, specchi: dentro questa gigantesca casa è bellissimo perdersi, per poi ritrovarsi sui tetti o in qualche angolo segreto. Piccola nota: volendo potremo anche dormire qui. Alcune delle stanze possono essere infatti prenotate per una notte, anche se gli eccessi teatrali – quasi spaventosi - di certi dettagli fanno sì che si tratti di un'esperienza riservata a un pubblico particolare.

Davanti alla Casa Pazza, poi, troviamo un interessante caffè-ristorante, che nelle sue proposte riesce a unire i sapori locali con qualche idea dallo spirito più internazionale: fermiamoci allora a Le Chalet Đà Lạt, immerso in una vegetazione rigogliosa, il posto giusto per una bella merenda. Magari a base della gustosissima marmellata di fragole di produzione locale, uno dei simboli del patrimonio gastronomico della regione di Đà Lạt. Rientriamo dunque alla base, e per cena facciamo un salto all'Artist Alley Restaurant: un posto magico che celebra l'arte in ogni sua forma, dove potremo gustare il meglio della cucina tradizionale di questa suggestiva città.

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