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L'arte di ieri incontra quella di oggi: viaggio nelle Marche

Alla scoperta di una regione nascosta: dal mare di Ancona alle colline di Arcevia, all'insegna della street art, della storia e della natura.
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Durata: 4 giorni, per stare comodi, con partenza e ritorno su Ancona e tappe al Parco del Monte Conero, Recanati e Arcevia
Itinerario: circa 260 in totale

Equipaggiamento: Abbigliamento e scarpe comode, impermeabile, sciarpetta, occhiali da sole, costume e zainetto in spalla.

Divisa tra colline lussureggianti e coste che fanno invidia a quelle magari più famose dell'Italia e del mondo, le Marche sono una meta turistica che, per fortuna, conserva ancora intatta la magia del tesoro nascosto. Decidiamo di far partire il nostro tour da Ancona, uno dei maggiori porti italiani: una città con 2.400 anni storia e una grande ricchezza di monumenti, tra cui la Mole Vanvitelliana.

Iniziamo proprio dai moli del porto, facendoci guidare dalla nostra Vespa e cercando gli straordinari murales a cielo aperto che caratterizzano aree dismesse e vecchi hangar. Il tutto grazie al Pop Up Festival che da anni sta trasformando le Marche in una galleria a cielo aperto. I silos al molo sud, reinterpretati da Blu ed Ericailcane, sono sicuramente i nostri preferiti. Sono due, giganti, uno affianco all’altro. Si chiamano Bottles e riescono a modificare due classiche architetture portuali, dando loro non più solo la funzione di contenitori ma anche di tele d’artista integrandosi con forza nello scenario marittimo. Un bellissimo modo di far rivivere muri grigi e strutture in disuso.

La nostra Vespa ci porta poi in Piazza del Plebiscito, detta Piazza del Papa dagli anconetani visto la statua di Clemente XII che domina su tutta l’area. Parcheggiamo e da qui iniziamo a passeggiare per le strette vie del centro. Dopo una camminata sul lungo mare, verso la Spiaggia del Passetto risaliamo all’interno del Parco del Cardeto, dal quale si vede un bellissimo scorcio della costa. Scendiamo sul Colle Guasco e poi via verso Piazza San Francesco per una pausa al Guasco Cafè. Verso l’imbrunire ci spostiamo di nuovo verso Piazza del Plebiscito, per un aperitivo al Raval. Decidiamo di rimontare in sella e regalarci una cena lontano dal centro: la nostra giornata finisce così nella magia di un ristorante particolare, letteralmente sul mare e con un menu rigorosamente a base di pesce: si tratta di La Vecchia Pesca, costruito su una palafitta che resiste alle peggiori mareggiate. Non potevamo fare scelta migliore.

Giorno due, si continua all’insegna del buon cibo, della natura e della scoperta di questa parte d’Italia. Direzione Parco del Monte Conero: 572 splendidi metri di macchia mediterranea a picco sul mare. La strada provinciale del Conero, che prende il nome da Komaròs, ossia il corbezzolo o ciliegio marino per gli antichi greci, ci porta dritti da Ancona fino a destinazione, dove, una volta parcheggiata in sicurezza la nostra Vespa, scegliamo tra i 18 sentieri disponibili quello delle Grotte Romane. Lo percorriamo a piedi in 2 ore circa. Il panorama è mozzafiato, l’acqua cristallina e la sabbia bianchissima: decidiamo di scendere a Portonovo e di regalarci un pomeriggio di relax pied-en-l-eau, seduti ai tavolini del ristorante Da Marcello, dove ceneremo anche, lasciandoci cullare dalle piccole onde del mare cristallino. Risaliamo in Vespa, la giornata volge al termine e il B&B Campo del Mare oltre al promontorio ci aspetta.

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, il risveglio al B&B è semplicemente perfetto. La casa colonica in pietra bianca è interamente ristrutturata rispettando le regole della bioedilizia, è circondata da un grande giardino, un orto e un piccolo frutteto dal quale provengono tutte le leccornie della colazione. Carichi da un sonno ristoratore, noi e la Vespa ripartiamo e questa volta ci dirigiamo verso l’interno, verso la splendida cittadina di Recanati. Tappa obbligata alla casa di Giacomo Leopardi, ma dopo la visita risaliamo subito in sella perché oggi ci aspetta qualche chilometro in più. Percorriamo senza problemi la provinciale 3 che taglia campi e colline coltivati, piccoli borghi medievali. Tra curve e profumo di fieno arriviamo in un luogo speciale: l’Eremo dei Frati Bianchi.

Le prime tracce d’insediamento umano in questo punto si trovano nelle grotte e risalgono all’undicesimo secolo, ma l’atmosfera unica di questo luogo arriva fino ad oggi. Merita sicuramente una visita e una pausa per un pranzo al sacco, sdraiati sui prati che fronteggiano il monastero. C’è la possibilità anche di pernottare in alcune delle vecchie stanze dei monaci rimesse in ordine, ma la nostra giornata non finisce ancora qui. I murales a cielo aperto infatti non sono solo ad Ancona, ma sono disseminati anche in altre località marchigiana, tra cui la piccola stazione ferroviaria di Serra San Quirico. Qui il lavoro è firmato da 2501 e Basik ed è talmente integrato e completo sulle facciate e all’interno nella sala d’attesa che viene spontaneo chiedersi come potrebbe essere la stazione se non così. Qualche fotografia e siamo di nuovo in compagnia della nostra Vespa che fedele e paziente ci porta alla meta finale di oggi dove soggiorneremo: la Riserva di San Settimio.

Salendo verso l’entroterra ci siamo accorti di quanto le Marche si fanno, se possibile, ancora più magiche. E se di magia si tratta, non si può non passare da Arcevia e dai suoi 9 castelli. Qui infatti negli anni Settanta un gruppo di intellettuali e artisti aveva pensato di creare una comunità ideale dove tutte le forme d’arte fossero integrate. Oggi, tutta questa magia rimane nei 400 ettari della Riserva San Settimio, dove l’amore per la terra, la natura e l’arte vivono nella gestione romantica e imprenditoriale di Francesca. I murales sono anche qui su alcuni casolari ristrutturati e trasformati in spa, ristorante e appartamenti, ma la poesia di questo luogo è racchiusa nel silenzio e nell’infinità di verde che si staglia davanti agli occhi alzandosi alla mattina. Dedichiamo la giornata alla scoperta dei castelli medievali che conservano ancora l’impianto medievale e tracce delle battaglie e degli scontri che si sono succeduti dal 1200 fino ad oggi. Per poi riprendere la nostra Vespa, carichi di entusiasmo e ricordi indelebili, e tornare ad Ancona.

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